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I musulmani in Svizzera denunciano solo una parte del razzismo subito
Un nuovo studio evidenzia un divario significativo tra il razzismo vissuto dai musulmani in Svizzera e quello denunciato: solo una parte degli episodi viene documentata ufficialmente.

La comunità musulmana in Svizzera, composta da circa 450 000 persone, deve affrontare notevoli sfide legate alla discriminazione e al razzismo, secondo un recente studio approfondito. La ricerca mette in luce una realtà netta: il 35% dei musulmani in Svizzera dichiara di aver subito razzismo, ma solo una parte di questi episodi viene documentata ufficialmente. Questo divario considerevole tra i casi vissuti e quelli denunciati evidenzia un problema sociale urgente nella società svizzera.
Contesto storico ed eventi recenti
I sentimenti anti-musulmani in Svizzera hanno profonde radici storiche, che risalgono al VII secolo. Eventi recenti hanno acuito queste tensioni, tra cui l’iniziativa popolare del 2009 sul divieto di costruire minareti e il divieto di dissimulare il volto del 2021. Anche eventi internazionali, come gli attentati dell’11 settembre 2001 e gli avvenimenti del 7 ottobre 2023 in Israele, hanno influenzato ulteriormente il dibattito pubblico. L’Ufficio federale per la lotta al razzismo rileva che l’ostilità nei confronti dei musulmani è la seconda forma di pregiudizio più diffusa in Svizzera, preceduta solo dalla xenofobia in generale.
Il divario nelle segnalazioni e le sfide
Lo studio evidenzia una forte sottodenuncia degli episodi razzisti: ogni anno vengono segnalati ai centri ufficiali di segnalazione del razzismo in Svizzera solo circa 60 casi. Si tratta di una percentuale estremamente ridotta rispetto agli episodi effettivi; secondo uno studio, viene denunciato solo un caso su 2471. Tra i fattori principali che contribuiscono alla sottodenuncia figurano la scarsa conoscenza dei centri di segnalazione e la fiducia limitata nelle autorità svizzere.
Discriminazione nel mondo del lavoro
Il mondo del lavoro è uno dei principali ambiti in cui i musulmani in Svizzera subiscono discriminazioni. Chi cerca lavoro e ha un nome associato all’Islam si trova in una posizione di notevole svantaggio durante la procedura di candidatura; il rischio di disoccupazione per le persone musulmane è più che doppio rispetto a quello delle persone non musulmane. Questa disparità permane a prescindere dalla cittadinanza svizzera o dal livello di formazione. Le donne che portano il velo affrontano difficoltà particolari, tra cui discriminazioni sia in ambito professionale sia negli spazi pubblici.
Raccomandazioni e prospettive
Il rapporto formula diverse raccomandazioni per contrastare il razzismo anti-musulmano in Svizzera. Tra queste figurano una maggiore visibilità dei servizi di segnalazione, lo sviluppo di risorse informative multilingui e la creazione di piattaforme online per segnalare i discorsi d’odio. Lo studio propone inoltre di introdurre candidature anonime e liste di controllo per i colloqui di lavoro, al fine di contrastare le discriminazioni professionali. Invita infine a rafforzare le reti tra le comunità musulmane e a potenziare le iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro.