economia
Il settore svizzero dei dispositivi medici sotto pressione commerciale dagli Stati Uniti
I produttori svizzeri di apparecchiature mediche devono affrontare le sfide legate ai possibili dazi statunitensi, che minacciano un importante mercato di esportazione per gli strumenti di precisione e la tecnologia sanitaria.

La prestigiosa industria svizzera dei dispositivi medici si trova ad affrontare sfide senza precedenti, mentre le pressioni commerciali statunitensi minacciano di ridisegnarne la posizione sul mercato globale. Nota per gli strumenti di precisione e l’innovativa tecnologia sanitaria, l’industria è a un punto di svolta, con possibili dazi statunitensi che incombono su questo settore d’esportazione fondamentale.
Panoramica del settore e leadership nell’innovazione
Nel 2023 il settore svizzero dei dispositivi medici contava ben 1’400 aziende attive, una densità notevole per un Paese piccolo. Il successo della Svizzera in questo ambito è dovuto a un quadro lavorativo eccezionale, a università di livello mondiale e alla presenza di grandi gruppi aziendali. I produttori svizzeri si sono affermati come leader globali nelle apparecchiature mediche specializzate, dagli strumenti chirurgici ai dispositivi diagnostici.
Tensioni commerciali con gli Stati Uniti e impatto dei dazi
Il settore è confrontato con una notevole incertezza a causa dei possibili aumenti dei dazi statunitensi. Inizialmente minacciati da un’imposta all’importazione del 31%, ben superiore al 20% applicato dall’UE, i produttori svizzeri beneficiano ora di una tregua temporanea fino al 9 luglio. L’attuale aliquota del 10%, pur essendo sostenibile, potrebbe aumentare notevolmente e mettere a rischio la competitività del settore sul cruciale mercato statunitense, che assorbe una quota importante delle esportazioni svizzere di dispositivi medici.
Conseguenze economiche e prospettive future
La posta in gioco è particolarmente alta, considerando che nel 2024 la Svizzera ha esportato negli Stati Uniti prodotti medicali per un valore di 2,8 miliardi di CHF. Un dazio del 31% potrebbe generare costi aggiuntivi superiori a 800 milioni di CHF, con conseguenze potenzialmente devastanti per il settore. Le complesse catene del valore transfrontaliere tipiche della fabbricazione di dispositivi medici rendono il settore particolarmente vulnerabile alle interruzioni degli scambi commerciali. I dirigenti del settore sono preoccupati di riuscire a mantenere la competitività di fronte a questi possibili aumenti dei costi.