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Swiss Observer

L’UFSP sbarca su Bluesky tra le preoccupazioni per la censura digitale negli Stati Uniti

L’Ufficio federale della sanità pubblica amplia la propria presenza sui social media a Bluesky, mantenendo al contempo quella su X, e adegua la strategia di comunicazione alla luce delle preoccupazioni per la censura digitale negli Stati Uniti.

L’UFSP sbarca su Bluesky tra le preoccupazioni per la censura digitale negli Stati Uniti
AISWI swissinfo.ch

L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è ufficialmente entrato nell’arena di Bluesky, segnando una svolta decisiva nella strategia di comunicazione della Confederazione. Mentre il panorama digitale si frammenta, Berna rifiuta di puntare tutto su un’unica piattaforma. Giovedì l’UFSP ha annunciato che estenderà subito la propria presenza al social network decentralizzato, per garantire che gli aggiornamenti fondamentali sulla politica sanitaria raggiungano il pubblico a prescindere dalla volatilità delle aziende che gestiscono le piattaforme.

Questa mossa non è una semplice decisione amministrativa, ma una diversificazione strategica. Con la propria presenza su Bluesky, l’UFSP si assicura un canale di comunicazione non esposto ai cambiamenti degli algoritmi e alle revisioni delle politiche che attualmente affliggono le piattaforme consolidate. L’ufficio ha dichiarato esplicitamente che su questo nuovo canale saranno diffuse notizie sulla politica sanitaria e su temi di salute pubblica, così da garantire che le informazioni essenziali restino accessibili alla popolazione svizzera. In un’epoca di incertezza digitale, l’autorità sanitaria svizzera dà la priorità alla resilienza rispetto alla tradizione.

Le ondate di censura negli Stati Uniti destano allarme nel mondo

Una vasta ondata di censura digitale negli Stati Uniti sta suscitando preoccupazione nelle istituzioni di tutto il mondo. Il contesto in cui si inserisce l’espansione dell’UFSP è cupo: l’amministrazione Trump, in collaborazione con Elon Musk, proprietario di X, ha avviato una cancellazione senza precedenti di contenuti digitali. Negli ultimi giorni, centinaia di siti web ufficiali del governo statunitense sono diventati inaccessibili, creando un vuoto informativo che gli osservatori internazionali guardano con profonda preoccupazione.

La stretta è stata rapida e severa. Il sito web dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) è stato preso di mira per la chiusura, mentre contenuti essenziali riguardanti l’AIDS e la comunità LGBTQ+ sono stati sistematicamente eliminati dalle piattaforme federali. Questo controllo aggressivo dell’informazione mette in luce la fragilità di affidarsi esclusivamente a piattaforme con sede negli Stati Uniti, esposte ai capricci della politica. Per le autorità svizzere, l’instabilità al di là dell’Atlantico è un chiaro monito: la sovranità digitale e la diversità delle piattaforme non sono più facoltative, sono essenziali.

Una strategia di comunicazione ponderata su due fronti

Nonostante le turbolenze, l’UFSP sta attuando una «strategia multipiattaforma» ponderata, anziché ritirarsi precipitosamente. Il portavoce Daniel Dauwalder ha confermato che l’ufficio non abbandonerà subito X: «Per il momento, l’UFSP continuerà a utilizzare X parallelamente». Questo approccio pragmatico consente all’ufficio sanitario di mantenere il pubblico che lo segue già, costruendo al contempo una rete di sicurezza su Bluesky.

Questa strategia su due fronti riflette un approccio tipicamente svizzero: prudente, neutrale e preparato. Non interrompendo del tutto i rapporti con X, l’UFSP evita di bruciare i ponti, pur riconoscendo la crescente instabilità della piattaforma. Dauwalder non ha voluto collegare esplicitamente la mossa alle politiche di Trump, presentandola invece come una necessaria evoluzione della strategia di comunicazione. La tempistica, tuttavia, è inequivocabile. Mentre X è sotto esame per il suo ruolo negli sforzi di censura dell’amministrazione statunitense, l’UFSP sta diversificando attivamente le proprie opzioni per garantire la continuità delle informazioni sulla salute pubblica.

Accelera il grande esodo digitale svizzero

L’UFSP non è certo solo nel suo scetticismo nei confronti della piattaforma di Musk: in tutta la Svizzera è già in corso un importante esodo di istituzioni. Enti di primo piano stanno abbandonando X, citando l’ambiente tossico della piattaforma e la sua gestione imprevedibile. L’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) e l’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) hanno già deciso di lasciare definitivamente la piattaforma.

Anche la politica reagisce. La ministra dell’interno Elisabeth Baume-Schneider ha abbandonato del tutto X, trasferendo la propria presenza digitale su Threads. La sua scelta segue il precedente ritiro delle emittenti pubbliche svizzere e segnala una più ampia perdita di fiducia in X come mezzo affidabile per il dibattito pubblico. Con il passaggio di sempre più importanti attori svizzeri a reti alternative, la scelta dell’UFSP di unirsi a Bluesky sembra inserirsi in una tendenza crescente e irreversibile verso piattaforme digitali che privilegiano la stabilità rispetto al sensazionalismo.