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Swiss Observer

Dopo le critiche dell’opinione pubblica, il governo rivede e amplia la legge sull’inclusione delle persone con disabilità

Dopo le forti critiche emerse durante la consultazione pubblica, il governo svizzero ha ampliato il progetto di legge sull’inclusione. La legge riveduta si applicherà ora a tutte le persone con disabilità, e non soltanto a quelle che percepiscono determinate prestazioni assicurative, nell’ambito di un controprogetto indiretto all’«iniziativa per l’inclusione».

AI25 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
Dopo le critiche dell’opinione pubblica, il governo rivede e amplia la legge sull’inclusione delle persone con disabilità
AISWI swissinfo.ch

Il Consiglio federale è stato costretto a rivedere i propri piani. Dopo un’ondata di dure critiche durante la procedura di consultazione, il governo svizzero ha abbandonato il suo progetto iniziale restrittivo della legge sull’inclusione. In una svolta decisiva annunciata mercoledì, il Consiglio federale ha confermato di voler ampliare notevolmente il campo d’applicazione della legge, segnando una rara e significativa inversione di rotta nella politica sociale federale.

Il piano iniziale, accolto subito con proteste dalle organizzazioni di rappresentanza e dall’opinione pubblica, è stato giudicato insufficiente per rispondere alle esigenze di una società moderna e inclusiva. L’iniziale esitazione del governo ha ora lasciato il posto a un quadro normativo più solido. Non si tratta di un semplice adeguamento burocratico, ma dell’ammissione che la proposta precedente non rispecchiava le aspettative dell’opinione pubblica. Rivedendo il progetto subito dopo la consultazione, il Consiglio federale segnala di non poter più ignorare la voce unanime e forte di chi chiede pari diritti per le persone con disabilità. Il messaggio è chiaro: a Berna, le mezze misure non sono più politicamente praticabili.

Superare la barriera delle sole prestazioni AI

Con un’importante estensione dei diritti, la legge sull’inclusione riveduta si applicherà ora a tutte le persone con disabilità, cancellando la precedente limitazione che riservava la copertura alle sole persone beneficiarie di prestazioni dell’assicurazione invalidità (AI). Si tratta di una distinzione di enorme portata. Il progetto iniziale rischiava di creare un sistema di diritti a due velocità, lasciando migliaia di persone con disabilità prive di protezione giuridica solo perché non avevano diritto a determinate prestazioni assicurative.

Questa svolta rappresenta una vittoria dell’universalità sulla burocrazia. Slegando i diritti dalla situazione assicurativa, il governo riconosce che la disabilità è una realtà vissuta, non una semplice categoria amministrativa. La legge riveduta mira a eliminare gli ostacoli in ogni ambito, affinché l’accessibilità e la non discriminazione non siano privilegi riservati a pochi, ma standard fondamentali per l’intera popolazione interessata. Questa decisione modifica in profondità il panorama del diritto sociale svizzero e promette un futuro più equo, in cui il riconoscimento si fonda sui bisogni e sulla dignità umana, non sul diritto a prestazioni assicurative.

Scontro costituzionale: iniziativa o legge

Nonostante le concessioni del governo, resta aperto un importante scontro ideologico. La legge ampliata è concepita strategicamente come controprogetto indiretto alla vasta «iniziativa per l’inclusione». L’iniziativa popolare chiede nientemeno che una revisione della Costituzione, per garantire la parità in ogni ambito della vita e sancire nuovi diritti individuali al più alto livello giuridico.

Il Consiglio federale, tuttavia, non è disposto a spingersi così lontano. Con una mossa politica ponderata, il governo sostiene che queste questioni complesse vadano affrontate mediante leggi specifiche, come questa legge riveduta, anziché con una modifica costituzionale generale. Secondo il governo, un esame approfondito e leggi mirate sono più efficaci di formulazioni costituzionali ampie. Si prepara così uno scontro di grande portata tra gli attivisti di base, che chiedono garanzie costituzionali, e un governo che preferisce un controllo legislativo graduale. La tensione è palpabile: il controprogetto del governo è un autentico passo avanti o un tentativo strategico di frenare lo slancio dell’iniziativa popolare?

Il Parlamento prende in mano la situazione

Ora la palla passa al Parlamento. Con il messaggio sul controprogetto indiretto approvato, il dibattito si sposta dalle sale del Consiglio federale al Parlamento. Questa fase è decisiva. I parlamentari dovranno fare i conti con la pressione di un’opinione pubblica mobilitata, esaminando nel contempo gli aspetti tecnici della legge ampliata.

La posta in gioco è molto alta. Se il Parlamento annacquerà il progetto riveduto, rischierà di riaccendere la rabbia dell’opinione pubblica che ha costretto il Consiglio federale a cambiare rotta. Se invece approverà una legge sull’inclusione incisiva, potrebbe convincere l’elettorato che l’«iniziativa per l’inclusione» non è necessaria. Con l’intensificarsi del dibattito, tutti gli occhi saranno puntati sul Consiglio nazionale e sul Consiglio degli Stati. I prossimi mesi diranno se la Svizzera si limiterà ad aggiornare le proprie leggi o trasformerà in profondità il proprio approccio ai diritti delle persone con disabilità per le generazioni future.