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Swiss Observer

Rallenta la crescita dell’occupazione in Svizzera, calano le offerte di lavoro

Gli ultimi dati sull’occupazione indicano una crescita dello 0,9%, mentre le offerte di lavoro calano del 17,1%, segnalando un cambiamento delle condizioni sul mercato del lavoro

AI26 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
Rallenta la crescita dell’occupazione in Svizzera, calano le offerte di lavoro
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Il mercato del lavoro svizzero entra nel 2025 lanciando segnali contrastanti. Il numero complessivo di posti di lavoro è salito alla considerevole cifra di 5,5 milioni, con un aumento dello 0,9% su base annua, ma il motore della crescita sta indubbiamente rallentando. Lunedì, l’Ufficio federale di statistica (UST) ha confermato che, sebbene entro la fine del 2024 l’economia abbia creato 48 300 nuovi posti, le assunzioni massicce dell’era post-pandemica sembrano ormai concluse.

La situazione è caratterizzata da una certa resilienza, ma anche da prudenza. Il volume complessivo dell’occupazione, misurato in equivalenti a tempo pieno, è salito a 4,3 milioni, con un aumento consistente dell’1%. Questa crescita va tuttavia relativizzata: lo slancio sta diminuendo. L’economia svizzera è confrontata con un cambiamento di tendenza, da un mercato dominato dai candidati a uno in cui i datori di lavoro diventano sempre più selettivi. I numeri parlano chiaro: la forza lavoro è più numerosa che mai, ma la propensione a espandersi sta scemando.

Crollano i posti vacanti mentre la domanda si indebolisce

Il dato più preoccupante del rapporto dell’UST è il drastico crollo delle offerte di lavoro. I posti vacanti sono diminuiti del 17,1% rispetto all’anno precedente, una netta correzione che indica che le aziende stanno frenando le assunzioni. Il calo è generalizzato: riguarda sia il settore secondario (industria), che ha registrato una flessione del 17,5%, sia il settore terziario (servizi), in calo del 17%.

Attualmente, i posti vacanti rappresentano appena l’1,6% di tutti i posti di lavoro. Questa contrazione ha però un risvolto positivo per i dipartimenti delle risorse umane in difficoltà: la nota carenza di personale qualificato si sta attenuando. La difficoltà nel reclutare personale qualificato è scesa nettamente al 37,6%, con una diminuzione di 2,5 punti percentuali. Le aziende non sono più costrette a cercare disperatamente personale a ogni costo, ma si concentrano invece sul consolidamento degli organici esistenti. La «guerra dei talenti» si sta raffreddando e lascia spazio a una fase di fidelizzazione strategica.

Servizi in crescita più rapida dell’industria

Il settore dei servizi resta il cuore pulsante dell’economia svizzera e continua a sostenere la crescita dell’occupazione. Il settore terziario è cresciuto di 41 600 posti (+1%), portando la forza lavoro complessiva a ben 4,4 milioni. In netto contrasto, il settore secondario, che comprende industria e costruzioni, ha registrato una crescita modesta: appena 6 700 posti in più (+0,6%), per un totale di 1,1 milioni.

Anche il quadro demografico è in evoluzione. Le donne rappresentano ora il 46,7% della forza lavoro complessiva e sono la maggioranza tra chi lavora a tempo parziale. Delle 2,3 milioni di persone che lavorano a tempo parziale in Svizzera, quasi il 70% sono donne. Questa dipendenza strutturale dal settore dei servizi e dal lavoro a tempo parziale evidenzia una possibile vulnerabilità: se il settore dei servizi starnutisce, l’intero mercato del lavoro svizzero potrebbe prendersi un raffreddore.

Prospettive per il 2025: la prudenza prende il posto dell’ottimismo

In prospettiva, il clima nelle direzioni aziendali svizzere sta passando dall’ottimismo alla prudenza. Gli indicatori previsionali per l’inizio del 2025 fanno pensare a un ulteriore rallentamento imminente. La quota di aziende che prevede di aumentare il proprio organico è scesa all’11,7%, rispetto al 12,5% di un anno prima. Al contrario, è salita al 4,7% la quota di quelle che intendono ridurre il personale.

L’indicatore delle prospettive occupazionali è diminuito, riflettendo una concreta esitazione tra i dirigenti aziendali. Non siamo di fronte a una crisi, ma i dati indicano che si sta delineando una stagnazione. Con l’attenuarsi delle difficoltà di reclutamento e il calo dei posti vacanti, per i lavoratori svizzeri il 2025 potrebbe essere un anno di stabilità più che di opportunità. Il messaggio è chiaro: il boom è finito e si sta affermando una nuova realtà più prudente.