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Swiss Observer

Il Tribunale svizzero conferma l’uso tradizionale dei campanacci nonostante le lamentele per il rumore

Il Tribunale federale respinge il tentativo di far tacere i campanacci notturni delle mucche, privilegiando la tradizione agricola rispetto alle lamentele per il rumore

Il Tribunale svizzero conferma l’uso tradizionale dei campanacci nonostante le lamentele per il rumore
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La massima autorità giudiziaria svizzera ha emesso una sentenza inequivocabile: i campanacci restano al loro posto. In una decisione definitiva pubblicata questo giovedì, il Tribunale federale ha respinto il tentativo disperato di due proprietari fondiari friburghesi di togliere alle mucche al pascolo i loro tradizionali campanacci durante la notte. I ricorrenti chiedevano l’adozione immediata di misure cautelari per far tacere la mandria tra le 22 e le 7, sostenendo che il tintinnio notturno nei pascoli adiacenti fosse insopportabile.

Il tribunale di Losanna ha tuttavia rifiutato di cedere alle pressioni. Respingendo il ricorso, il Tribunale federale ha di fatto privilegiato la continuità delle pratiche agricole rispetto alle lamentele immediate per il rumore, mentre prosegue la battaglia giudiziaria principale. La decisione rappresenta una vittoria importante per gli agricoltori e i tradizionalisti e indica che il semplice fastidio dei vicini non basta per abolire usanze agricole secolari senza prove ufficiali solide. Le mucche continueranno a vagare nella notte con i campanacci al collo, un suono che per alcuni è musica, ma che per i ricorrenti è diventato fonte di tormento.

Respinti i diari privati sul rumore come prove insufficienti

La strategia dei ricorrenti si basava in larga misura su dati raccolti da loro stessi, una scelta che alla fine si è ritorta contro di loro. Hanno tenuto meticolosamente un «diario del rumore» ed effettuato misurazioni autonome dei decibel, nel tentativo di dimostrare che il disturbo fosse intollerabile. In un primo momento, un tribunale civile di grado inferiore aveva mostrato comprensione per la loro situazione, accogliendo parzialmente la richiesta. Il Tribunale cantonale di Friburgo ha però smontato questo approccio.

Il Tribunale federale ha ora confermato con fermezza la posizione cantonale: le segnalazioni private sul rumore non bastano per giustificare un intervento giudiziario drastico. Ha stabilito che le autorità cantonali avevano correttamente ritenuto insufficiente il «rapporto privato sul rumore», annullando la decisione del tribunale di grado inferiore e chiedendo che venga allestito un rapporto ufficiale e neutrale sul rumore prima di poter prendere in considerazione eventuali divieti. Ciò mette in luce una soglia giuridica fondamentale in Svizzera: il fastidio soggettivo e la raccolta amatoriale di dati non possono prevalere sui diritti agricoli consolidati. L’onere della prova resta molto elevato per chiunque contesti il paesaggio sonoro della campagna svizzera.

Salata penalità finanziaria per i ricorrenti

Una sconfitta davanti al Tribunale federale svizzero ha un prezzo salato. I due proprietari fondiari, che si sono rivolti a un legale per contestare il rumore legato all’attività agricola, sono stati condannati a pagare spese giudiziarie per un totale considerevole di 4’000 CHF (4’550 dollari). Un colpo finanziario che aggiunge beffa al danno, aggravando la frustrazione per aver perso la possibilità di dormire una notte tranquilla.

La sentenza è un costoso monito per chiunque stia valutando azioni legali simili contro le tradizioni rurali: la strada verso il silenzio è onerosa e piena di ostacoli. Confermando che il diritto dei ricorrenti di essere sentiti non è stato violato, il tribunale ha respinto le argomentazioni procedurali della schiera contraria ai campanacci. La causa torna ora al tribunale civile, dove occorrerà affrontare la procedura impegnativa per allestire un rapporto ufficiale sul rumore. Per il momento, però, ai ricorrenti restano un portafoglio più leggero e il continuo suono dei campanacci fuori dalle finestre.

La tradizione prevale sulla sensibilità moderna

Questa sentenza non riguarda soltanto una controversia locale: è un punto di frizione nella tensione culturale in corso tra il retaggio agricolo svizzero e le aspettative abitative moderne. Con l’espansione urbana che avanza sulle zone rurali, aumentano i conflitti legati alla vista, agli odori e ai rumori dell’agricoltura. Il rifiuto del Tribunale federale di concedere misure cautelari suggerisce tuttavia una resistenza giudiziaria all’idea di rendere asettico il paesaggio svizzero.

La battaglia legale a Friburgo non è ancora finita, in attesa del rapporto ufficiale sul rumore, ma il messaggio è chiaro: non è facile mettere a tacere la tradizione. In tutto il Paese sono sorte controversie simili, dai campanili ai campanacci, spesso accompagnate da ondate di sostegno pubblico alla salvaguardia del patrimonio sonoro svizzero. Per ora, il suono delle Alpi resta indomito e i campanacci continueranno a risuonare nella notte, ricordando con fierezza le radici agricole del Paese di fronte alle lamentele moderne.