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Swiss Observer

Gli impianti solari connessi espongono la rete elettrica svizzera a rischi informatici

Gli esperti di cibersicurezza avvertono che gli inverter solari connessi a Internet potrebbero essere sfruttati per perturbare alcune parti della rete elettrica svizzera.

AI18 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Gli impianti solari connessi espongono la rete elettrica svizzera a rischi informatici
AISWI swissinfo.ch

Oggi oltre 338’000 impianti fotovoltaici sono collegati alla rete elettrica svizzera, facendo del solare sui tetti una componente importante della transizione energetica del Paese. La rapida espansione crea anche un nuovo punto vulnerabile: l’inverter, il dispositivo che converte l’elettricità prodotta dai pannelli solari nella corrente alternata utilizzata dalla rete.

Un avvertimento del National Test Institute for Cybersecurity, o NTC, porta questi apparecchi sotto i riflettori. Lo studio inedito dell’istituto, ottenuto dalla radiotelevisione pubblica svizzera SRF, afferma che le vulnerabilità degli inverter potrebbero consentire agli aggressori di perturbare alcune parti della rete elettrica nazionale.

La maggior parte degli inverter moderni è collegata permanentemente a Internet tramite moduli di comunicazione integrati. Gli apparecchi scambiano dati con server gestiti dai produttori, rendendo possibili la manutenzione a distanza e la gestione degli impianti. Andreas Leisibach, esperto di cibersicurezza del NTC, ha dichiarato a SRF che gli stessi collegamenti potrebbero essere utilizzati per spegnere o manipolare i dispositivi.

Il rischio è rilevante perché la produzione solare è distribuita tra abitazioni, aziende, aziende agricole ed edifici pubblici. Un guasto che colpisse contemporaneamente molti impianti non sarebbe paragonabile a un’interruzione in una singola centrale elettrica. Potrebbero essere coinvolti migliaia di impianti che utilizzano lo stesso software, lo stesso fornitore o la stessa infrastruttura di controllo remoto.

L’inverter porta sotto i riflettori il controllo remoto

L’inverter funge da centro di controllo di ogni impianto fotovoltaico, rendendo la sua sicurezza più importante di quanto le sue dimensioni ridotte potrebbero far pensare. Riceve la corrente continua prodotta dai pannelli solari, la converte in corrente alternata compatibile con la rete e può comunicare con sistemi esterni.

Questa connettività permette funzioni legittime come la diagnostica, gli aggiornamenti e l’assistenza a distanza. Crea anche un canale attraverso il quale un account compromesso, un server vulnerabile o un comando malevolo potrebbero influire sugli apparecchi installati. Il NTC ha esaminato per la prima volta gli inverter solari svizzeri e ha individuato nel controllo remoto una delle principali criticità.

Raphael Reischuk, fondatore dell’istituto, ha dichiarato che controllare un inverter significa poter influire sull’intero impianto e, in ultima analisi, sulla rete elettrica. Uno spegnimento coordinato potrebbe sottrarre una quantità considerevole di energia alla rete in un momento in cui questa opera vicino ai limiti della propria capacità.

Lo studio non afferma che in Svizzera sia in corso un attacco di questo tipo, né dimostra che i produttori intendano causare interruzioni. Reischuk ha detto che le aziende potrebbero subire pressioni da parte di attori statali o essere prese di mira da criminali in cerca di un riscatto. La vulnerabilità deriva dalla combinazione di accesso remoto, fornitori comuni e numero crescente di dispositivi connessi.

Un mercato concentrato amplifica il rischio

Secondo le stime dell’Ufficio federale dell’energia, circa 100’000 impianti solari svizzeri utilizzano inverter prodotti in Cina. Huawei e Sungrow detengono insieme oltre il 60% del mercato svizzero degli inverter, mentre più della metà degli inverter installati di recente proviene da Huawei.

Queste cifre evidenziano il rischio di concentrazione. Se molti dispositivi condividono lo stesso produttore, firmware o piattaforma cloud, una sola vulnerabilità potrebbe interessare un gran numero di impianti. Il problema non dipende da una scelta poco prudente del singolo proprietario di casa. Può derivare dalla struttura del mercato, dalle decisioni in materia di acquisti e dalla progettazione dei servizi gestiti dai fornitori.

La questione è visibile alla scuola professionale di Berna, dove l’azienda solare Clevergie sta installando un impianto sul tetto con inverter Huawei. Il CEO Lukas Meister ha descritto gli apparecchi come affidabili e competitivi sul piano dei prezzi. Queste considerazioni aiutano a spiegare perché un ristretto gruppo di fornitori abbia conquistato terreno, ma non risolvono la questione di come la Svizzera debba gestire l’esposizione sistemica.

Solo di recente l’Ufficio federale dell’energia ha iniziato a raccogliere dati più dettagliati. Informazioni migliori su marche, modelli, ubicazioni e possibilità di controllo remoto aiuterebbero le autorità a stimare quanta produzione potrebbe essere interessata da un guasto comune o da un attacco coordinato.

Uno spegnimento all’estero mostra le conseguenze pratiche

Un precedente avvenuto all’estero dimostra che lo spegnimento a distanza non è soltanto un’ipotesi teorica. Swissinfo riferisce che, durante una controversia commerciale, un produttore cinese ha disattivato da remoto un gran numero di inverter negli Stati Uniti e in altri Paesi. Alcuni utenti hanno visualizzato il messaggio di errore «Not allowed to use».

L’episodio non ha riguardato un attacco alla rete elettrica svizzera e la fonte non lo definisce un ciberattacco. Dimostra però che i produttori possono mantenere un controllo significativo sugli apparecchi anche dopo la loro installazione. Per gli operatori svizzeri si pongono quindi questioni pratiche relative alla titolarità degli account, alla dipendenza dal cloud, agli aggiornamenti software e alla possibilità di far funzionare gli impianti localmente in caso di interruzione del collegamento con il fornitore.

Le conseguenze potenziali dipenderebbero dal momento in cui si verifica l’evento. Uno spegnimento simultaneo durante un periodo di forte produzione solare potrebbe sottrarre alla rete una grande quantità di elettricità. Anche la manipolazione della produzione potrebbe complicare il bilanciamento da parte dei gestori della rete. L’avvertimento del NTC riguarda la possibilità di un’interruzione, non prevede che questa si verifichi.

Il modello energetico decentralizzato della Svizzera rende essenziale disporre di una visione chiara degli aspetti tecnici. Le autorità devono sapere quali dispositivi sono installati, chi può accedervi da remoto e quanto rapidamente gli operatori possano isolare gli impianti compromessi. Senza queste informazioni, è difficile stimare gli effetti di una vulnerabilità comune.

Swissolar chiede regole prima che il parco di impianti cresca

Swissolar chiede standard vincolanti di cibersicurezza e un registro centrale della produzione elettrica controllabile da remoto. L’associazione di categoria vuole regole più chiare, mentre il solare diventa una componente sempre più importante del sistema elettrico nazionale.

Un registro potrebbe aiutare le autorità a misurare la concentrazione per produttore e a individuare quanta capacità dipenda da server esterni. Gli standard potrebbero stabilire requisiti in materia di autenticazione, aggiornamenti software, segnalazione delle vulnerabilità, modalità di funzionamento locale e accesso da parte degli installatori o dei gestori della rete. La fonte non precisa quali misure Swissolar intenda includere, lasciando ai responsabili della regolamentazione il compito di definire il quadro tecnico.

La sfida riguarda diverse componenti del sistema energetico svizzero. Le autorità federali hanno bisogno di dati d’inventario affidabili. I gestori delle reti di distribuzione necessitano di procedure per rilevare comandi anomali e ripristinare gli impianti interessati. Produttori e installatori devono spiegare come funziona l’accesso remoto durante l’intero ciclo di vita di un prodotto. Anche i proprietari hanno bisogno di indicazioni pratiche, soprattutto quando gli impianti sono gestiti tramite piattaforme dei fornitori.

La Svizzera ha ampliato rapidamente la produzione di elettricità rinnovabile e, secondo un articolo correlato di Swissinfo, si colloca al quinto posto in Europa per produzione pro capite di elettricità rinnovabile. La continua crescita del solare comporterà l’aggiunta di altri apparecchi connessi. I risultati del NTC offrono ai responsabili politici un motivo per affrontare la sicurezza degli inverter mentre il mercato è ancora in espansione, anziché dopo una grave interruzione.