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Swiss Observer

La partecipazione religiosa continua a calare in Svizzera

Una nuova indagine federale rivela un forte calo della partecipazione alle funzioni religiose: quasi metà della popolazione svizzera dichiara di non aver svolto alcuna attività religiosa nell’ultimo anno, mentre cresce l’interesse per la letteratura spirituale.

La partecipazione religiosa continua a calare in Svizzera
AISWI swissinfo.ch

La Svizzera sta vivendo una profonda trasformazione del suo panorama religioso. I recenti dati di un’indagine federale rivelano un netto calo della partecipazione alle attività religiose. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), quasi metà della popolazione svizzera dichiara di non aver svolto alcuna attività religiosa nell’ultimo anno. Si tratta di un aumento considerevole rispetto a un decennio fa, quando a riferire una simile assenza di partecipazione era solo un terzo della popolazione.

Questo cambiamento rappresenta una delle evoluzioni più significative della partecipazione religiosa in Svizzera nella storia recente e riflette le più ampie tendenze di secolarizzazione osservate nelle società europee.

Nuove forme di partecipazione spirituale

Mentre la partecipazione alle pratiche religiose tradizionali diminuisce, le persone in Svizzera trovano nuovi modi per avvicinarsi alla spiritualità. L’indagine dell’UST evidenzia un notevole aumento dell’interesse per la letteratura spirituale: negli ultimi dieci anni, la quota di lettori è passata dal 13% al 20%. Questa tendenza suggerisce un passaggio dalla pratica religiosa istituzionale a forme più individuali di ricerca spirituale.

È particolarmente interessante la crescente fruizione di contenuti spirituali digitali, tra cui articoli online e funzioni religiose virtuali, che indica un’evoluzione nel modo in cui le persone in Svizzera si rapportano alla religione e alla spiritualità.

L’evoluzione generazionale delle credenze religiose

L’indagine mette in luce notevoli differenze generazionali nelle credenze religiose. Il calo più marcato della fede religiosa è stato osservato tra le persone dai 65 anni in su: la quota di chi crede in un unico Dio è diminuita di 14 punti percentuali. È interessante notare che tra i giovani sotto i 25 anni le credenze religiose sono rimaste più stabili, il che potrebbe indicare una stabilizzazione delle opinioni religiose nelle generazioni più recenti.

Questa divisione generazionale riflette il cambiamento delle norme e dei valori sociali: le generazioni più anziane si allontanano dalle credenze religiose tradizionali, mentre i giovani in Svizzera mantengono una visione del mondo più costante, sebbene generalmente secolarizzata.

Il ruolo attuale della religione nella società svizzera

Nonostante il calo della partecipazione alle pratiche religiose tradizionali, la religione e la spiritualità continuano a svolgere un ruolo importante nella società svizzera, in particolare nei momenti cruciali della vita. Secondo l’UST, il 56% della popolazione considera importante la religione nei momenti difficili e il 52% le attribuisce valore durante i periodi di malattia.

Le differenze di genere sono evidenti: in generale, le donne attribuiscono maggiore importanza alla religione e alla spiritualità rispetto agli uomini. Inoltre, il 45% dei genitori considera importante la religione nell’educazione dei figli. Ciò suggerisce che, pur diminuendo la partecipazione religiosa istituzionale, i valori religiosi e spirituali continuano a influenzare la vita familiare e lo sviluppo personale in Svizzera.