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Swiss Observer

Scoperti legami nazisti in un giardino alpino svizzero

Un’indagine storica rivela i legami del fondatore del giardino botanico Flore-Alpe con l’economia di guerra tedesca tra il 1940 e il 1944

AI25 settembre 2025Il nostro processo editoriale
Scoperti legami nazisti in un giardino alpino svizzero
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Un’indagine storica pionieristica ha portato alla luce inquietanti legami tra Jean-Marcel Aubert, fondatore del prestigioso giardino botanico Flore-Alpe a Champex-Lac, e la Germania nazista. La ricerca, condotta in vista delle celebrazioni per il centenario del giardino nel 2027, ha rivelato che Aubert, industriale e ingegnere vodese, svolse un ruolo attivo nell’economia di guerra tedesca tra il 1940 e il 1944. Ancora più preoccupante, documenti emersi nel 2024 hanno messo in luce il suo coinvolgimento nell’«arianizzazione» di imprese appartenenti a ebrei in Francia, in particolare di aziende come le Galeries Lafayette nei primi anni della Seconda guerra mondiale.

L’eredità del giardino e la situazione attuale

Immerso nel pittoresco paesaggio di Champex-Lac, nel Canton Vallese, il giardino botanico Flore-Alpe è da tempo considerato un gioiello della botanica alpina svizzera. Dal 2008 il giardino è gestito dal Comune di Orsières e dal Canton Vallese, un cambiamento importante nella sua governance. Nonostante il passato controverso del fondatore, il giardino ha conservato la propria rilevanza scientifica e botanica: ospita numerose specie alpine rare e contribuisce alla ricerca botanica e agli sforzi di conservazione.

La reazione della fondazione e il cambio di nome

In seguito a queste rivelazioni, la fondazione ha agito con decisione, dimostrando il proprio impegno a favore della trasparenza storica. Riconoscendo il proprio «dovere di ricordare», l’organizzazione si è impegnata a comunicare apertamente i risultati, senza cercare di sminuirne la portata. Con un gesto simbolico ma significativo, la fondazione ha deciso di togliere il nome di Jean-Marcel Aubert e di assumere la denominazione di Fondazione del Giardino botanico Flore-Alpe. La decisione riflette un più ampio impegno a fare i conti con le ingiustizie storiche, salvaguardando al contempo il prezioso contributo scientifico e culturale del giardino.

Le ricadute sul patrimonio culturale svizzero

Questa rivelazione ha dato origine a importanti discussioni sul complesso rapporto della Svizzera con la propria storia durante la Seconda guerra mondiale. Il caso di Flore-Alpe si aggiunge al dibattito nazionale in corso sulla responsabilità storica e sull’importanza di affrontare gli aspetti più difficili del passato. L’approccio trasparente della fondazione nel trattare queste scoperte costituisce un precedente per altre istituzioni culturali svizzere alle prese con analoghe rivelazioni storiche. In vista del centenario nel 2027, il modo in cui il giardino affronta questa questione delicata mostra come le istituzioni culturali possano conciliare la responsabilità storica con la continuità della propria missione scientifica e culturale.