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Madrisa entra nella storia: operativo il primo impianto solare alpino
Un traguardo per le energie rinnovabili in Svizzera: Madrisa diventa il primo impianto solare alpino a immettere elettricità nella rete

A 2’000 metri di altitudine si sta scrivendo la storia. Con una svolta decisiva per la transizione energetica svizzera, l’impianto fotovoltaico Madrisa Solar ha ufficialmente iniziato a immettere elettricità direttamente nella rete, diventando il primo impianto alpino a farlo. Mentre altri fanno progetti, Madrisa produce già energia. Situato in alto sopra Klosters, nell’impervio Cantone dei Grigioni, questo impianto non è più soltanto un progetto sulla carta, ma una realtà che produce elettricità.
Attualmente è già in funzione il 15% del grande impianto, che immette elettricità nella rete svizzera. I lavori procedono a ritmo impressionante: 500 pannelli resistenti sono stati ancorati al difficile terreno alpino e sostengono ben 3’000 moduli solari. Repower, il gruppo energetico all’origine dell’annuncio, ha confermato mercoledì il traguardo, consacrando Madrisa come pioniere del programma federale «Solarexpress». Non si tratta soltanto di energie rinnovabili, ma anche di dimostrare che le infrastrutture su larga scala possono prosperare negli ambienti più impervi della Svizzera.
Una centrale elettrica invernale all’avanguardia
Tradizionalmente l’inverno è nemico della produzione solare, ma Madrisa ribalta questa logica. Progettata appositamente per contrastare il noto deficit energetico invernale, questa fortezza energetica d’alta quota è concepita per produrre elettricità quando le regioni di pianura sono avvolte dalla nebbia. Una volta pienamente operativo, l’impianto produrrà 17 GWh di elettricità all’anno. Il dato decisivo riguarda la produzione invernale: oltre il 40% dell’elettricità sarà generato durante i mesi più freddi, una quota nettamente superiore all’efficienza degli impianti situati a fondovalle.
La fisica parla chiaro. A 2’000 metri l’aria è più rarefatta, il sole è più intenso e la luce riflessa dalla neve, il cosiddetto effetto albedo, potenzia i pannelli bifacciali. L’elettricità prodotta qui non si disperde nella rete nazionale: alimenta la regione circostante, comprese le attività della ferrovia di montagna Klosters-Madrisa. È un successo di sostenibilità locale a circuito chiuso, che dimostra come le montagne possano produrre l’energia di cui hanno bisogno.
Un’alleanza da milioni di franchi
70 milioni di franchi. È il costo di questo ambizioso salto verso il futuro, sostenuto da un’importante alleanza di tre attori svizzeri. Il progetto è una joint venture strategica, con quote suddivise in parti uguali tra Repower, Elektrizitätswerke des Kantons Zürich (EKZ) e il Comune di Klosters. Questo modello di collaborazione segna un cambiamento significativo: i Comuni non sono più soltanto ospiti passivi, ma investitori attivi nella rivoluzione energetica.
Questo investimento finanzia un rapido calendario di costruzione. L’attuale allacciamento alla rete rappresenta già il 15% della capacità, ma il consorzio punta con decisione al completamento dell’intero impianto. L’investimento complessivo di 70 milioni di franchi sarà realizzato quando l’impianto raggiungerà il 100% della capacità, previsto entro la fine del 2027. È un impegno finanziario importante, che conferma la sostenibilità economica del solare alpino e trasforma i progetti pilota sperimentali in infrastrutture finanziabili.
In testa alla corsa del Solarexpress
La corsa alle Alpi è iniziata e Madrisa ha conquistato la maglia gialla. Nell’ambito dell’urgente programma del Consiglio federale «Solarexpress», la pressione per costruire rapidamente è enorme. Madrisa ha superato le difficoltà logistiche dei cantieri d’alta quota, arrivando prima dei concorrenti all’allacciamento alla rete. È all’avanguardia, ma non è sola. Altri due grandi impianti, NalpSolar (di Axpo) e SedrunSolar (di Energia Alpina), sono attualmente in costruzione nel vicino Comune di Tujetsch, nella regione della Surselva.
Arrivare primi, tuttavia, conta. Madrisa ha fissato il riferimento tecnico e operativo per questi megaprogetti. Mentre gli altri impianti affrontano le sfide del territorio grigionese, Madrisa sta già dimostrando che il progetto è realizzabile. Con la messa in servizio completa prevista per la fine del 2027, il progetto sta aprendo una strada destinata probabilmente a definire la politica energetica svizzera del prossimo decennio. Il messaggio al resto del settore è chiaro: il boom del solare alpino non è in arrivo, è già qui.