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Swiss Observer

Lindt ottiene una vittoria legale contro Aldi nella controversia sul marchio del cioccolato

Il produttore svizzero di cioccolato vince una battaglia legale e costringe Aldi a sospendere la vendita di praline dall’aspetto simile, tutelando il marchio Lindor in una sentenza significativa in materia di proprietà intellettuale.

Lindt ottiene una vittoria legale contro Aldi nella controversia sul marchio del cioccolato
AISWI swissinfo.ch

Il martelletto del giudice è calato in Argovia e il messaggio ai commercianti discount è chiarissimo: giù le mani dal patrimonio svizzero. In una sentenza decisiva pronunciata il 14 dicembre, il Tribunale commerciale del Canton Argovia ha dato pienamente ragione al cioccolatiere di lusso Lindt & Sprüngli, ordinando ad Aldi Suisse di interrompere immediatamente la vendita delle praline «Moser Roth». Il tribunale non ha usato mezzi termini, definendo il prodotto del concorrente discount «inutilmente simile» all’iconica pralina Lindor.

Non si tratta di un semplice richiamo procedurale, ma di una vittoria significativa per i diritti di proprietà intellettuale nel competitivo panorama del commercio al dettaglio svizzero. Imponendo il divieto durante il cruciale periodo delle feste, il tribunale ha di fatto privato Aldi di un importante prodotto stagionale. La sentenza ribadisce una politica di tolleranza zero nei confronti delle imitazioni che cercano di sfruttare la notorietà dei marchi di lusso affermati. Aldi deve ritirare immediatamente il prodotto dagli scaffali, ma la battaglia legale è tutt’altro che conclusa: il tribunale ha infatti spianato la strada al procedimento principale, previsto per l’inizio del 2025.

La tutela di un impero da milioni di franchi

Non ci sono dubbi: questa disputa legale riguarda la tutela di un colosso finanziario. In Svizzera, Lindt & Sprüngli realizza ogni anno ben 44,8 milioni di franchi di vendite con le sole praline Lindor. Questa singola linea di prodotti rappresenta una parte importante dei ricavi interni del produttore con sede a Kilchberg, rendendo qualsiasi indebolimento della sua identità di marca una minaccia diretta ai suoi profitti.

Quando un gigante dei discount come Aldi introduce un prodotto dall’aspetto simile, non propone semplicemente un’alternativa: rischia anche di sottrarre milioni di franchi di ricavi, confondendo i consumatori. L’intervento del tribunale riconosce il notevole peso economico del marchio Lindor. Questa protezione ha però un costo. Riconoscendo che il divieto improvviso di vendita arreca ad Aldi un danno finanziario immediato durante il periodo natalizio, il tribunale ha ordinato a Lindt di depositare una garanzia di 200 000 franchi. Per il colosso del cioccolato è un rischio calcolato, che è chiaramente disposto a correre per difendere la propria posizione dominante sul mercato.

Anatomia di un’imitazione

Il diavolo si nasconde nei dettagli della confezione, e secondo il tribunale quelli scelti da Aldi erano fin troppo simili. Le contestate praline «Moser Roth», promosse con insistenza come «edizione natalizia» dall’ottobre 2024, erano presentate in un incarto rosso e blu che richiamava l’estetica distintiva del marchio Lindor. Nel mondo altamente competitivo della psicologia commerciale, i colori sono fondamentali, e la somiglianza visiva è stata ritenuta sufficiente a indurre in errore il consumatore medio.

Imitando l’aspetto pregiato delle confezioni Lindt, Aldi ha cercato di attirare chi fa acquisti per le feste e cerca un prodotto di lusso a prezzo scontato. La conclusione del tribunale, secondo cui i prodotti erano «inutilmente simili», suggerisce che le scelte di design siano state probabilmente una strategia deliberata e non una coincidenza. La sentenza traccia una linea netta per i marchi propri dei rivenditori: la concorrenza è sana, ma nei tribunali svizzeri non saranno tollerate imitazioni visive che confondono l’identità dei marchi.

Una lunga storia di difesa agguerrita

Lindt & Sprüngli dimostra di essere tanto agguerrita nelle aule giudiziarie quanto raffinata nel suo posizionamento. La vittoria in Argovia non è un episodio isolato, ma l’ultima iniziativa di una più ampia campagna internazionale volta a rafforzare la propria proprietà intellettuale. Di recente, l’azienda ha ottenuto un’importante vittoria a Monaco, dove un tribunale tedesco ha vietato a un concorrente di produrre coniglietti di cioccolato avvolti in carta dorata che violavano il brevetto dell’iconico «Gold Bunny» di Lindt.

Questi successi legali consecutivi lanciano un chiaro avvertimento al settore dei dolciumi: Lindt perseguirà con determinazione chiunque violi i suoi marchi visivi. Il conto alla rovescia è iniziato per la prossima fase della battaglia svizzera. Lindt ha tempo fino al 13 marzo 2025 per intentare la causa principale contro Aldi Suisse. Fino ad allora, gli scaffali resteranno privi delle imitazioni, assicurando che almeno per questa stagione l’originale icona svizzera del cioccolato non abbia rivali.