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Swiss Observer

A Losanna apre il primo museo svizzero dedicato alle artiste

A Losanna ha aperto una nuova istituzione, il Musée Artistes Femmes (MAF), che offre una piattaforma dedicata alle artiste, ancora sottorappresentate nei musei svizzeri. La mostra inaugurale, «Cellules», presenta le opere di dodici artiste.

A Losanna apre il primo museo svizzero dedicato alle artiste
AISWI swissinfo.ch

Il 4 marzo 2026 segna una tappa rivoluzionaria per la cultura svizzera: il Musée Artistes Femmes (MAF) ha ufficialmente aperto le porte a Losanna. Non si tratta di un’altra semplice galleria, bensì della prima istituzione nella storia della Svizzera dedicata esclusivamente alle artiste. Da decenni la scena artistica svizzera è confrontata con un evidente squilibrio di genere, ma il MAF affronta di petto questo status quo. La mostra inaugurale, «Cellules», presenta attualmente le opere di dodici artiste visionarie, trasformando un sogno a lungo coltivato in una realtà concreta e di grande impatto. Offrendo una piattaforma permanente a chi è stata storicamente messa in secondo piano, Losanna si pone all’avanguardia dell’equità culturale nella Confederazione. L’urgenza è palpabile: i visitatori accorrono per assistere a un cambiamento di prospettiva atteso da secoli.

Un incubatore di talenti in un ecosistema vivo

Il MAF è molto più di uno spazio espositivo statico: è un dinamico «incubatore di talenti», pensato per dare slancio alla carriera delle creatrici contemporanee emergenti. Per realizzare questo progetto, l’associazione Espace Artistes Femmes ha impiegato ben cinque anni di pianificazione meticolosa. Sotto la direzione di Marie Bagi, il museo funge da polo collaborativo, dove le artiste non devono più muoversi da sole nel settore. L’artista Delphine Costier sottolinea la bellezza simbolica di questa collettività, osservando che il MAF pone fine alla solitudine che le donne spesso vivono in un campo dominato dagli uomini. È uno spazio in cui le artiste si incontrano, creano e sfidano i limiti della loro pratica. Grazie all’ingresso gratuito, il museo elimina ogni barriera di accesso e permette a queste voci artistiche di raggiungere il pubblico più ampio possibile, favorendo un rapporto diretto e democratico tra chi crea e il pubblico.

Affrontare la sottorappresentazione strutturale

I dati sono chiari: le donne restano una piccola minoranza nelle collezioni dei musei svizzeri, una carenza strutturale che il MAF intende superare. Le donne sono sempre state al centro della creazione artistica, ma la loro presenza nelle principali istituzioni svizzere è rimasta allarmantemente ridotta per generazioni. Questa esclusione sistemica non danneggia soltanto le artiste, ma priva il pubblico svizzero di una storia culturale completa. Il MAF rappresenta una risposta fondamentale a questo squilibrio. Dedicando ogni metro quadrato dei propri spazi espositivi alle donne, il museo apre una discussione sul merito, sulla visibilità e sui meccanismi che decidono chi può accedere al mondo dell’arte. La mostra «Cellules» è il primo passo di una campagna a lungo termine, affinché i nomi delle artiste entrino nella coscienza collettiva svizzera con la stessa forza e permanenza di quelli dei loro omologhi uomini.

Oltre l’arco lemanico

Le ambizioni del MAF vanno ben oltre i confini del Canton Vaud. La direttrice Marie Bagi è chiara: questo museo vuole essere un trampolino di lancio, destinato a diffondersi in tutta la Svizzera e a raggiungere la scena internazionale. L’apertura del MAF segnala al mercato artistico globale che la Svizzera è pronta a fare da apripista per la parità di genere nelle arti. Mentre la mostra «Cellules» resterà aperta fino al 4 giugno, il museo guarda già a un futuro di collaborazioni transfrontaliere e mostre itineranti. Questa iniziativa segnala un cambiamento radicale nel modo in cui la cultura svizzera viene promossa all’estero e percepita. Quella che era iniziata come un’iniziativa locale a Losanna si sta rapidamente trasformando in un movimento nazionale, con la promessa di rimodellare l’identità svizzera rendendola più inclusiva, rappresentativa e decisamente audace. Il mondo osserva Losanna mentre stabilisce un nuovo standard per il museo del XXI secolo.