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La leggenda dello sci svizzero Lara Gut-Behrami annuncia il ritiro immediato
La sciatrice svizzera Lara Gut-Behrami, tre volte medagliata olimpica e vincitrice di più sfere di cristallo di Coppa del mondo, ha annunciato il ritiro dallo sport all’età di 35 anni, mettendo fine a un’era iconica per lo sci svizzero.

La Svizzera si sveglia in un panorama sportivo cambiato per sempre. Lara Gut-Behrami, il talento impetuoso ticinese che per quasi due decenni ha ridefinito l’eccellenza dello sci alpino svizzero, ha ufficialmente appeso gli sci al chiodo. L’annuncio, dato con effetto immediato mercoledì 6 agosto 2026, ha scosso il mondo dello sci. A 35 anni, Gut-Behrami lascia il palcoscenico non in sordina, ma con la grazia ponderata di una campionessa che sa esattamente quando deve calare il sipario. La sua partenza segna la conclusione definitiva di un percorso durato 18 stagioni, che l’ha vista passare da prodigio adolescente a icona sportiva mondiale. Mentre i fan speravano in un ultimo ballo dopo il grave infortunio al ginocchio subito nel novembre 2025, la realtà è chiara: la regina delle piste si ritira. Lascia un vuoto nella squadra svizzera, che si farà sentire dalle porte di partenza di St. Moritz alle ripide pareti di Wengen. Non è soltanto un ritiro: si chiude un capitolo in cui la Svizzera ha dominato il circuito internazionale con una continuità senza precedenti.
Un palmarès senza eguali
Centouno. È questo il numero impressionante di podi in Coppa del mondo conquistati da Lara Gut-Behrami nella sua incessante ricerca della velocità. Chiude la carriera a un solo podio dalla leggendaria Vreni Schneider, un dato che sottolinea il suo posto nel pantheon delle grandi dello sci. Il suo palmarès è una lezione di dominio: due sfere di cristallo della classifica generale (2016 e 2024), sei sfere di cristallo di Super-G e un titolo di slalom gigante. Oltre al circuito, ha conquistato la scena mondiale con tre medaglie olimpiche, tra cui un oro che ha segnato la sua carriera, e nove medaglie ai Campionati del mondo. Non sono soltanto numeri: sono il frutto di 18 anni di allenamenti estenuanti e brillantezza tattica. Mentre le rivali cedevano, Gut-Behrami rilanciava, mantenendo un livello di rendimento che le ha permesso di conquistare il secondo titolo generale ben otto anni dopo il primo. Non si è limitata a partecipare alle gare: ne ha dettato il ritmo, in particolare nel Super-G, dove i suoi sei titoli rappresentano una padronanza raramente vista nella storia della Coppa del mondo FIS.
Scegliere la salute invece della gloria
La decisione di ritirarsi è maturata durante il difficile percorso di recupero. Dopo un grave infortunio al ginocchio nel novembre 2025, Gut-Behrami ha dovuto affrontare un faticoso cammino per tornare ai cancelli di partenza. Tuttavia, con una scelta che dimostra la sua proverbiale determinazione, ha deciso di ascoltare il proprio corpo anziché le pressioni del tempo che passa. «Sono fortunata e felice di poter scegliere», ha scritto in una toccante lettera a RSI. Dopo quasi 20 anni al limite assoluto, si rifiuta di macchiare la propria eredità sportiva forzando un rientro che comporterebbe dolori cronici. Affronta con franchezza la realtà dell’invecchiamento nello sport d’élite e afferma di non voler soffrire di infortuni ricorrenti. Questa scelta è una presa di posizione forte in un’epoca in cui gli atleti sono spesso spinti a gareggiare fino a cedere. Ritirandosi ora, conserva l’immagine «magica e naturale» dello sci che ha avuto fin da bambina. Lascia lo sport alle proprie condizioni, sana e integra, un lusso che pochi atleti professionisti possono permettersi dopo due decenni di collisioni ad alta velocità e curve che mettono a dura prova i legamenti.
L’eredità di un’icona ticinese
Lara Gut-Behrami era più di una semplice sciatrice: è stata un ponte culturale per la Svizzera. Originaria del Cantone italofono del Ticino, rappresentava uno spirito fiero e indipendente, capace di parlare a tutte le regioni linguistiche della Confederazione. La sua carriera è stata contraddistinta da una «sensazione di assoluta libertà», un sentimento che l’ha accompagnata dalle prime curve da bambina fino all’ultima discesa da professionista. Con il suo passaggio al ritiro, l’attenzione si sposta sul futuro dello sci svizzero. Il vuoto lasciato dalla sua partenza è considerevole, ma la sua influenza continuerà a vivere nella generazione di giovani sciatrici e sciatori cresciuti guardando il suo stile aggressivo e tecnico. La sua assenza si è fatta sentire ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026, ma il suo impatto sulla popolarità dello sport in Svizzera è indelebile. Lascia uno sport alle prese con il cambiamento climatico e l’evoluzione tecnologica, ma il suo messaggio rimane senza tempo: lo sci è la gioia pura della montagna. Mentre la Svizzera guarda alla prossima stagione invernale, lo fa senza la sua stella più costante, ma con un’eredità che ispirerà per decenni.