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Swiss Observer

L’inchiesta sugli appalti truccati nel Giura si estende a 20 imprese di costruzioni

La Commissione della concorrenza (COMCO) ha esteso la sua indagine su presunti accordi illeciti nelle gare d’appalto e sulla fissazione dei prezzi nel Canton Giura. L’inchiesta riguarda ora 20 imprese sospettate di aver coordinato le offerte per oltre 150 appalti pubblici e privati tra il 2016 e il 2025.

AI18 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
L’inchiesta sugli appalti truccati nel Giura si estende a 20 imprese di costruzioni
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La Commissione della concorrenza (COMCO) ha lanciato una vasta offensiva contro la corruzione nel Canton Giura, intensificando notevolmente la sua azione contro il settore delle costruzioni. In una mossa decisa annunciata martedì, le autorità hanno più che triplicato la portata dell’indagine, estendendola a ben 20 imprese. Si tratta di un’importante intensificazione rispetto all’inchiesta iniziale, avviata soltanto lo scorso novembre e rivolta a sei aziende.

Questa rapida estensione indica che le autorità hanno raccolto elementi che fanno pensare a una collusione sistematica e diffusa, anziché a episodi isolati. La COMCO indaga con determinazione sulle accuse secondo cui queste imprese avrebbero costituito un cartello, coordinando le offerte e fissando i prezzi per limitare la concorrenza. La portata dell’estensione invia un messaggio chiaro e senza compromessi alle imprese svizzere: la vigilanza delle autorità si fa più stretta e l’era degli accordi segreti incontrollati sta per finire.

Un decennio di inganni

Oltre 150 appalti pubblici e privati sono ora sotto esame, in un caso che potrebbe rivelare una manipolazione del mercato di vasta portata. L’indagine ricostruisce un presunto comportamento illecito protrattosi per quasi un decennio, dal 2016 al 2025. Non si tratterebbe di un errore momentaneo di valutazione, ma di una strategia deliberata e a lungo termine per eludere le regole di un mercato equo nella regione del Giura.

Il numero di progetti interessati è allarmante. Prendendo di mira un così elevato numero di appalti, queste imprese potrebbero aver fatto aumentare per anni i costi a carico dei contribuenti e dei promotori privati. La regolarità delle presunte manipolazioni lascia pensare a una cultura di inosservanza profondamente radicata. Mentre gli inquirenti ricostruiscono i retroscena di questa vicenda decennale, le conseguenze finanziarie per il Cantone potrebbero essere pesanti e sorgono seri interrogativi su come un coordinamento di tale portata sia potuto passare inosservato così a lungo.

La manipolazione del mercato

I settori dell’ingegneria civile e dell’edilizia sono al centro dello scandalo. Queste attività, essenziali per le infrastrutture e la salute economica del Canton Giura, devono ora fare i conti con accuse che colpiscono al cuore la loro integrità. Le contestazioni riguardano il coordinamento delle offerte, una pratica in cui i concorrenti si accordano segretamente su chi si aggiudicherà un appalto e a quale prezzo, eliminando di fatto la libera concorrenza.

Questa manipolazione altera il valore reale dei progetti di costruzione e costringe gli enti pubblici a pagare prezzi maggiorati per infrastrutture essenziali. Mentre i concorrenti onesti faticano a sopravvivere in un sistema truccato, i membri del cartello avrebbero beneficiato di contratti garantiti. L’attenzione rivolta sia all’ingegneria civile sia all’edilizia generale indica che nessun ambito del settore delle costruzioni nel Giura è al riparo dai controlli. L’inchiesta mira a smantellare i meccanismi che hanno permesso a queste pratiche anticoncorrenziali di prosperare senza controllo.

La lunga strada verso la giustizia

La giustizia non sarà rapida, ma promette di essere approfondita. La COMCO ha indicato che questa complessa indagine durerà probabilmente tre anni, a testimonianza della fitta rete di prove da esaminare. I tempi riflettono la difficoltà di dimostrare l’esistenza di un cartello, che spesso si basa su accordi verbali segreti e comunicazioni in codice.

Per le 20 imprese coinvolte, i prossimi tre anni saranno caratterizzati da controlli rigorosi, battaglie legali e possibili danni alla reputazione. L’esito dell’inchiesta potrebbe ridisegnare il settore delle costruzioni nel Giura e fungere da monito in tutta la Svizzera. Se riconosciute colpevoli, queste aziende rischiano sanzioni severe, che potrebbero modificare in modo duraturo le dinamiche concorrenziali della regione. Mentre l’indagine procede, il settore svizzero delle costruzioni segue con il fiato sospeso, consapevole che i risultati potrebbero portare a un esame di portata nazionale dell’etica negli appalti.