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Swiss Observer

Ginevra ospiterà il prossimo round di negoziati cruciali per la pace in Ucraina

Il Cremlino ha annunciato che Ginevra ospiterà il prossimo round di negoziati trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina, in programma il 17 e 18 febbraio. La decisione rafforza il ruolo della Svizzera quale importante centro diplomatico.

AI13 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
Ginevra ospiterà il prossimo round di negoziati cruciali per la pace in Ucraina
AISWI swissinfo.ch

Ginevra torna a essere l’indiscusso epicentro della diplomazia internazionale di alto profilo. Con un annuncio decisivo che riporta la Svizzera sotto i riflettori geopolitici, il Cremlino ha confermato che la Città internazionale ospiterà il prossimo, cruciale round di negoziati di pace tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. In programma il 17 e 18 febbraio, i colloqui rappresentano un momento fondamentale in un conflitto estenuante che continua a ridisegnare l’architettura della sicurezza europea.

La scelta di Ginevra non è soltanto simbolica: segna un ritorno al modello d’eccellenza della neutralità. Negli ultimi mesi anche altri centri internazionali, come Abu Dhabi, hanno ospitato incontri, ma l’importanza di questo vertice trilaterale richiede un’infrastruttura diplomatica collaudata, quale solo Ginevra può offrire. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dato la notizia, mettendo fine alle speculazioni sulla sede e facendo partire il conto alla rovescia per i diplomatici di Washington, Mosca e Kyiv. Con meno di una settimana per prepararsi, la città si prepara a una massiccia operazione di sicurezza e all’arrivo delle delegazioni più osservate al mondo.

I protagonisti si riuniscono: il formato trilaterale

La posta in gioco non potrebbe essere più alta: tre potenze dotate di armi nucleari si preparano a sedersi allo stesso tavolo. Non si tratta di un incontro bilaterale a margine, bensì di un confronto trilaterale a tutti gli effetti tra Mosca, Washington e Kyiv. A guidare la delegazione russa sarà il negoziatore di lungo corso e consigliere presidenziale Vladimir Medinsky, figura ormai associata alla linea intransigente del Cremlino nei precedenti round. La sua presenza indica che Mosca attribuisce grande importanza al vertice.

Dall’altra parte, Kyiv è già al lavoro. Dmytro Lytvyn, consigliere del presidente ucraino, ha confermato che la delegazione si sta «preparando» al vertice in Svizzera. Questa iniziativa diplomatica giunge in un momento di stridente contrasto: mentre i diplomatici affinano i propri argomenti, la realtà sul terreno resta brutale. La Russia continua a bombardare devastando le infrastrutture energetiche dell’Ucraina, creando uno scenario cupo per i colloqui. A Ginevra, i negoziatori dovranno trovare una via d’uscita politica mentre la macchina da guerra continua ininterrottamente a macinare.

Da Miami al Lemano: il balletto delle sedi

In una svolta significativa nelle manovre diplomatiche, la strada verso Ginevra è passata dagli Stati Uniti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato che Washington aveva inizialmente proposto Miami, in Florida, come sede per questo terzo round di colloqui diretti. La proposta faceva seguito a due precedenti incontri tenutisi quest’anno ad Abu Dhabi e sottolineava la ricerca, su scala mondiale, di una sede in grado di colmare il divario tra le parti in guerra.

Alla fine, però, ha prevalso il pragmatismo. «Per noi non è importante se l’incontro si tiene a Miami o ad Abu Dhabi. La cosa principale è che porti a dei risultati», ha dichiarato Zelensky con la sua consueta franchezza. Il ritorno a Ginevra lascia pensare che le parti concordino sul fatto che il suolo neutrale svizzero offra l’ambiente migliore per un dialogo concreto. Miami offre il sole, Ginevra il peso della storia e l’immagine di imparzialità necessaria quando gli Stati Uniti partecipano direttamente all’incontro accanto a Russia e Ucraina.

Berna mette a disposizione i «buoni uffici» per la pace

La Svizzera non è una semplice ospite passiva: svolge un ruolo attivo nel favorire il dialogo. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha rapidamente confermato di essere pronto. Nicolas Bideau, responsabile della comunicazione del DFAE, ha sottolineato che Berna è in contatto costante con tutte le parti e offre attivamente i suoi «buoni uffici» per aprire una via verso la pace. È la neutralità svizzera nella sua forma più attiva ed efficace.

Bideau ha rivelato che l’offerta è stata ribadita durante colloqui ad alto livello tenutisi la settimana scorsa sia a Kyiv sia a Mosca, a dimostrazione del lavoro instancabile svolto dietro le quinte dai diplomatici svizzeri per assicurare questo vertice. Facilitando questo dialogo cruciale, la Svizzera riafferma la sua posizione unica in un mondo polarizzato. Con l’arrivo delle delegazioni a Ginevra, gli occhi della comunità internazionale saranno puntati sulla città svizzera, nella speranza che la sua tradizione di promozione della pace possa resistere alle pressioni della guerra moderna.