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Swiss Observer

Gli Stati dell’UE danno il via libera a un pacchetto storico di accordi con la Svizzera

In una svolta importante per le relazioni bilaterali, i 27 Stati membri dell’UE hanno approvato la firma di un pacchetto completo di accordi con la Svizzera. La decisione apre la strada all’adozione formale da parte del Consiglio «Affari generali» e segna un nuovo capitolo nella cooperazione tra Svizzera e UE.

AI19 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
Gli Stati dell’UE danno il via libera a un pacchetto storico di accordi con la Svizzera
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La situazione di stallo è ufficialmente superata. In una mossa decisiva che mette fine a mesi di incertezza diplomatica, i 27 Stati membri dell’Unione europea hanno dato il via libera al pacchetto di accordi di portata storica con la Svizzera. Il Comitato dei rappresentanti permanenti dell’UE (COREPER), l’organo centrale incaricato di preparare i lavori del Consiglio, ha approvato il pacchetto mercoledì mattina a Bruxelles, segnalando un importante cambiamento nelle relazioni bilaterali. Non si tratta di un semplice passaggio procedurale, ma di un momento cruciale che porta il dossier fuori dall’impasse tecnica e lo sottopone ai ministri degli affari esteri.

Dopo che il Consiglio federale aveva approvato il pacchetto nel giugno 2025, lo slancio sembrava essersi esaurito. La svolta di questa settimana conferma tuttavia che a Bruxelles c’è la stessa volontà politica che a Berna, dove si avverte l’urgenza della questione. Il dossier passa ora al Consiglio «Affari generali», che dovrebbe adottarlo formalmente a breve. Questa approvazione segna una vittoria della diplomazia sullo stallo e prepara il terreno per una nuova fase di cooperazione, destinata a ridefinire il panorama economico e politico di entrambi i partner.

Evitare il labirinto burocratico

Con una mossa strategica che accelera notevolmente i tempi, l’UE ha scelto di evitare il noto intrico burocratico delle ratifiche nazionali. Durante i negoziati era rimasta aperta una questione centrale: i trattati avrebbero avuto bisogno dell’approvazione individuale di tutti i 27 Stati membri? Un processo che avrebbe potuto protrarsi per anni. Questo timore è stato fugato. Un funzionario dell’UE ha confermato a Keystone-SDA che «è stata scelta la seconda opzione», ossia che gli accordi saranno ratificati unicamente dal Consiglio dell’UE e dal Parlamento europeo.

La decisione cambia radicalmente le prospettive. Classificando il pacchetto come materia da approvare a livello dell’UE, l’Unione ha di fatto accelerato il processo d’integrazione, impedendo a un singolo Stato membro di tenere in ostaggio l’accordo per ottenere vantaggi politici interni. Questo approccio semplificato sottolinea la volontà dell’UE di consolidare rapidamente i rapporti con la Svizzera. Per le imprese e i responsabili politici svizzeri, viene così meno una grande fonte d’incertezza: l’attuazione di questi accordi fondamentali dovrebbe richiedere mesi, non anni.

Aprire settori fondamentali

I benefici dell’accordo saranno concreti e di ampia portata. La presidenza cipriota, che guida attualmente il Consiglio dell’UE, ha definito l’intesa un «pacchetto equilibrato e completo», destinato a portare benefici immediati ai cittadini e alle imprese. Il quadro bilaterale si amplia in modo significativo, andando oltre il commercio tradizionale e includendo infrastrutture moderne di importanza strategica. L’accordo rafforza la certezza del diritto e amplia esplicitamente la cooperazione ad ambiti cruciali quali l’elettricità, la sicurezza sanitaria e la sicurezza alimentare.

Inoltre, si riaprono le porte all’innovazione europea. Il pacchetto offre maggiori opportunità a ricercatori e studenti svizzeri di tornare a partecipare a prestigiosi programmi dell’UE, un sostegno fondamentale per il settore accademico svizzero, di livello mondiale. «La presidenza cipriota attribuisce particolare importanza a questo pacchetto», ha dichiarato il portavoce, sottolineando l’obiettivo di un’«Unione più forte e autonoma». Per la Svizzera, ciò significa assicurarsi un posto al centro delle reti energetiche e di ricerca europee e restare competitiva in un continente sempre più interconnesso.

Il conto alla rovescia finale

Il conto alla rovescia è iniziato: manca il via libera definitivo. Superati gli ostacoli tecnici in seno al COREPER, il dossier passa direttamente al Consiglio «Affari generali», che si riunirà il 24 febbraio. Questo organo ministeriale, composto dai ministri degli affari esteri degli Stati membri, ha il potere di adottare formalmente la decisione. L’urgenza è evidente: l’UE procede a un ritmo insolitamente rapido per concludere un processo volto a «consolidare, approfondire ed estendere» le relazioni.

Per la Svizzera, la riunione della prossima settimana è l’ultimo ostacolo prima della firma. La macchina politica è in moto e l’esito appare ormai pressoché certo. Quando si riuniranno i ministri degli affari esteri, l’attenzione si sposterà sulla fase di attuazione e sulla realtà di una partnership rinnovata. Non si tratta più di una remota ambizione diplomatica: è una prospettiva imminente, destinata a ridefinire le relazioni tra Svizzera e UE per la prossima generazione.