Salute
Rilevato per la prima volta il virus della dengue in zanzare svizzere a nord delle Alpi
Per la prima volta nella regione, il laboratorio cantonale di Basilea Città ha rilevato il virus della dengue in zanzare tigre catturate, suscitando nuove preoccupazioni sui rischi di trasmissione locale e sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute pubblica in Svizzera.

La barriera biologica delle Alpi è stata superata. In una scoperta senza precedenti, che segna una svolta per la biosicurezza svizzera, il laboratorio cantonale di Basilea Città ha confermato per la prima volta il rilevamento del virus della dengue in zanzare a nord delle Alpi. Non è un’esercitazione: è una verifica della realtà biologica.
Le autorità hanno individuato il virus in un pool di zanzare del genere Aedes, la famiglia che comprende la famigerata zanzara tigre asiatica, in un campione prelevato nel 2024 nell’ambito di un progetto pilota di monitoraggio. Il rilevamento è retrospettivo, ma le implicazioni sono immediate e importanti. Il laboratorio ha classificato il caso come un «evento raro» nelle attuali condizioni climatiche, eppure la sola presenza dell’agente patogeno nelle popolazioni locali di insetti segnala un cambiamento del quadro ambientale. La zanzara, un tempo considerata una minaccia tropicale lontana, potrebbe ora trasportare il virus anche vicino a casa nostra.
L’equazione del calore: perché adesso?
La temperatura è il fattore determinante e il termometro continua a salire. Il rilevamento della dengue è strettamente legato ai meccanismi dei cambiamenti climatici. A differenza di altri agenti patogeni, il virus della dengue ha bisogno di temperature nettamente più elevate per replicarsi nell’ospite, la zanzara: un ostacolo biologico che finora ha protetto la Svizzera.
Il laboratorio di Basilea sottolinea che il periodo in cui può avvenire la trasmissione è limitato ai mesi più caldi dell’estate. Una zanzara deve pungere una persona in viaggio infettata, incubare il virus durante un’ondata di caldo e sopravvivere abbastanza a lungo da pungere una seconda persona. Questa complessa catena di eventi richiede una «finestra termica ideale» che in Svizzera si verifica sempre più spesso. Il virus è in forte aumento a livello globale e desta preoccupazione nelle zone tropicali, ma il suo arrivo nel nord temperato è un chiaro segnale che le nostre frontiere biologiche stanno diventando permeabili alle minacce tropicali.
Valutare il livello di rischio
La scoperta desta preoccupazione, ma il rischio immediato per la popolazione rimane contenuto. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ritiene che la probabilità di una trasmissione locale sia attualmente «molto bassa». Non siamo ancora di fronte a un focolaio, ma dobbiamo fare i conti con un nuovo fattore di rischio per la sicurezza pubblica.
La situazione è diversa nella vicina Alsazia, dove solo l’anno scorso si è verificata una trasmissione della chikungunya. Per la zanzara è più difficile trasmettere la dengue, che richiede temperature più estreme rispetto al virus della chikungunya. Di conseguenza, il laboratorio di Basilea afferma che un’infezione da dengue senza precedenti viaggi all’estero è «possibile in linea di principio», ma statisticamente meno probabile rispetto alla chikungunya. Tuttavia, «improbabile» non significa «impossibile». La presenza del virus nella popolazione di Aedes dimostra che le condizioni per la trasmissione si stanno creando, un’estate alla volta.
Vigilanza per il futuro
La Svizzera si trova a un bivio per quanto riguarda la vigilanza in materia di salute pubblica. L’UFSP avverte che il rischio sussiste «solo a determinate condizioni» e dipende in particolare dal fatto che il vettore, la zanzara tigre asiatica, contragga il virus da una persona infettata durante un viaggio. È quindi essenziale monitorare sia i viaggiatori di ritorno sia le popolazioni locali di insetti.
Questo rilevamento è un importante campanello d’allarme. Mentre i casi aumentano a livello globale, il sistema sanitario svizzero deve restare in stato di allerta durante i mesi estivi. I risultati positivi dei test su nuovi vaccini in Svizzera offrono un barlume di speranza, ma la tecnologia non può sostituire la vigilanza. Stiamo entrando in un’epoca in cui il ronzio di una zanzara rappresenta una minaccia ben più seria di una semplice puntura. Il virus è qui, a nord delle Alpi, e i nostri sistemi di monitoraggio devono essere tenaci quanto gli insetti che sorvegliano.