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Swiss Observer

L’Università di Basilea commemora Nietzsche con una mostra speciale

L’Università di Basilea propone eventi e una mostra con documenti originali per commemorare il 125° anniversario della morte del filosofo Friedrich Nietzsche.

L’Università di Basilea commemora Nietzsche con una mostra speciale
AISWI swissinfo.ch

Il 25 agosto segna una tappa importante nella storia del pensiero: l’Università di Basilea fa i conti con l’eredità del suo più controverso ex professore, Friedrich Nietzsche. A 125 anni esatti dalla sua morte, l’università non si limita a ricordare il filosofo, ma si adopera attivamente per riprendere in mano il racconto che lo riguarda. Con una serie di eventi di rilievo e una mostra curata, Basilea apre i propri archivi per svelare la verità senza filtri sull’uomo che un tempo percorreva i suoi corridoi. Non si tratta di una commemorazione passiva, ma di una deliberata affermazione della propria autorità storica.

L’università ha annunciato un ricco programma con documenti originali, che promettono di smantellare oltre un secolo di costruzioni mitiche. Se il mondo conosce Nietzsche come un gigante della filosofia tedesca, Basilea lo considera un proprio figlio accademico. La commemorazione ricorda con forza che, prima di diventare un’icona globale del pensiero esistenziale, Nietzsche era un professore in attività in questa città svizzera. Presentando questi materiali rari, l’università invita il mondo a guardare oltre la caricatura e a confrontarsi con la realtà storica della vita di Nietzsche. Il messaggio è chiaro: per capire il filosofo, bisogna tornare alle fonti.

Un decennio di fervore intellettuale

Dal 1869 al 1879, Basilea fu il crogiolo di alcune delle opere filosofiche più importanti del XIX secolo. Nietzsche non si limitò a insegnare qui: accese una rivoluzione del pensiero. Per dieci anni tenne la cattedra di lingua e letteratura greca, dividendo il proprio tempo tra l’università e il Pädagogium di Basilea. Fu durante questo intenso decennio di attività che scrisse capolavori come La nascita della tragedia, Considerazioni inattuali e Umano, troppo umano.

Non erano i deliri di un eremita, ma il frutto del lavoro di un accademico dedito alla propria attività e profondamente inserito nel sistema educativo svizzero. La mostra mette in luce questo periodo di stabilità, spesso trascurato, che precedette la sua successiva vita nomade. Concentrandosi su questo decennio, l’università sottolinea un fatto essenziale: Basilea fornì l’infrastruttura intellettuale che permise al genio di Nietzsche di fiorire. I documenti dell’epoca rivelano uno studioso rigoroso e mettono in discussione l’immagine popolare del folle isolato. Questi dieci anni di insegnamento restano un capitolo fondamentale nella storia culturale della città e dimostrano che Basilea fu la culla di idee destinate a scuotere le fondamenta della filosofia occidentale.

Demolire i miti di Weimar

L’Università di Basilea traccia una linea netta contro le distorsioni storiche. Per decenni, la percezione pubblica di Nietzsche è stata deformata dalle manovre «celebranti e strumentalizzanti dal punto di vista politico» della sorella, Elisabeth Förster-Nietzsche, che controllava il suo lascito a Weimar. Con una scelta decisa volta a ristabilire i fatti, Basilea propone un «esame dei fatti, sobrio e rigoroso» del filosofo, fondato su prove concrete e non sulla propaganda familiare.

Il contrasto non potrebbe essere più netto. Mentre gli archivi di Weimar erano organizzati per servire una precisa agenda politica, i documenti di Basilea, tra cui manoscritti, lettere e carte personali, offrono uno sguardo senza filtri. In modo particolarmente significativo, gli archivi di Stato hanno digitalizzato le cartelle cliniche di Nietzsche del 1889, l’anno del suo crollo mentale. Questi documenti spogliano la sua «follia» di ogni romanticismo e rivelano la realtà umana della sua condizione. È storia senza guanti. Dando la priorità alle fonti primarie, Basilea smantella l’idolo creato dalla sorella e restituisce la sua complessità all’essere umano, controverso, che si celava dietro di esso. È un necessario atto di igiene storica, che sottrae il filosofo a chi ha cercato di strumentalizzarlo.

Dalla filosofia a Hollywood

L’influenza di Nietzsche si spinge ben oltre gli scaffali impolverati del mondo accademico e permea il tessuto stesso della cultura popolare moderna. In una svolta rivolta al futuro delle commemorazioni, lo studioso tedesco David Marc Hoffmann analizzerà come le idee radicali del filosofo siano penetrate nel mondo del cinema. A novembre, Hoffmann esaminerà l’impatto profondo dei temi nietzschiani sulle opere di registi leggendari come Alfred Hitchcock, Roman Polanski e Martin Scorsese.

Questo legame mette in evidenza la persistente, quasi inquietante attualità del pensiero di Nietzsche. Le sue concezioni della morale, del potere e della condizione umana affrontano la stessa oscurità che si ritrova in La donna che visse due volte o Taxi Driver. Colmando il divario tra i testi del XIX secolo e il cinema del XX, l’università mostra che Nietzsche non è una reliquia del passato, ma un fantasma che infesta il nostro linguaggio visivo contemporaneo. Mentre Basilea rende omaggio all’uomo morto 125 anni fa, dimostra al tempo stesso che il suo pensiero è più vivo e pervasivo che mai. Il «Nietzsche di Basilea» non è soltanto un professore di greco: è l’architetto dell’antieroe moderno.