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Swiss Observer

A Basilea il monitoraggio delle zanzare non rileva virus tropicali

L’ampia sorveglianza delle zanzare nel Cantone di Basilea Città non ha rilevato tracce dei virus della dengue, della chikungunya, dello Zika o del Nilo occidentale. Nelle popolazioni locali di zanzare è stato invece individuato il virus Usutu, presente in Svizzera.

A Basilea il monitoraggio delle zanzare non rileva virus tropicali
AISWI swissinfo.ch

Basilea Città ha scampato un pericolo. In un’ampia indagine di sanità pubblica conclusasi questo mercoledì, il Laboratorio cantonale ha confermato che nella popolazione di zanzare della regione non è stata rilevata alcuna traccia dei virus della dengue, della chikungunya, dello Zika o del Nilo occidentale. Si tratta di un risultato importante per la prevenzione delle malattie a livello locale, che indica come il rischio immediato di trasmissione locale di questi debilitanti agenti patogeni tropicali resti rassicurantemente basso.

La rigorosa operazione di sorveglianza, condotta da agosto a novembre dello scorso anno, ha previsto il posizionamento strategico di trappole in dieci punti chiave di Basilea, Riehen e Allschwil. Questo monitoraggio intensivo non è una semplice attività di routine: rappresenta un’importante linea di difesa contro la crescente minaccia della diffusione di malattie legata ai cambiamenti climatici. Mentre nel resto d’Europa cresce la preoccupazione per le malattie trasmesse da vettori, il risultato positivo di Basilea dimostra l’efficacia delle attuali strategie di contenimento e sorveglianza. Le autorità restano tuttavia vigili, consapevoli che un risultato di «nessun caso rilevato» è una fotografia del momento, non una garanzia permanente di sicurezza.

Dominio delle specie autoctone: il rapporto tra *Culex* e *Aedes*

Le dimensioni dell’operazione sono state considerevoli: il Laboratorio cantonale ha catturato e analizzato singolarmente ben 5’674 zanzare. I dati rivelano un ecosistema locale degli insetti nettamente sbilanciato: il 97,6% degli esemplari catturati è stato identificato come zanzara autoctona del genere Culex. Le comuni zanzare domestiche continuano a dominare il Cantone, superando di gran lunga le specie invasive.

Il restante 2,4% costituisce tuttavia un ambito da tenere attentamente sotto controllo. Questa minoranza appartiene al genere Aedes, che comprende la famigerata zanzara tigre asiatica, un vettore in grado di trasmettere febbri tropicali dalle conseguenze gravi. Sebbene la bassa percentuale di Aedes suggerisca che le popolazioni invasive non abbiano ancora preso il sopravvento nell’ecosistema basilese, la loro presenza costante richiede un’attenzione continua. La metodologia consolidata del laboratorio permette ora di monitorare con precisione questi vettori virali, così da rilevare immediatamente ogni cambiamento di questo delicato equilibrio biologico. Quest’anno il monitoraggio proseguirà in sei località e l’obiettivo resta impedire che quel 2,4% aumenti fino a diventare un’emergenza di salute pubblica.

L’eccezione dell’Usutu e il contesto del Nilo occidentale

Benché non siano state trovate specie tropicali invasive, lo screening non ha dato un risultato completamente negativo. Nella popolazione locale di zanzare è stato rilevato il virus Usutu. A differenza dei suoi più aggressivi cugini tropicali, l’Usutu rappresenta soprattutto una minaccia per gli uccelli: è spesso letale per merli e gufi, ma generalmente innocuo per gli esseri umani. Le infezioni umane sono rare e di norma non causano sintomi oppure provocano disturbi lievi, simili a quelli influenzali. La sua presenza ricorda che i vettori locali sono attivi e possono trasmettere agenti patogeni, anche se al momento il rischio per la popolazione generale è basso.

L’assenza del virus del Nilo occidentale a Basilea contrasta nettamente con quanto avvenuto in altre zone della Svizzera. Nel 2022, il Cantone meridionale del Ticino ha confermato per la prima volta la presenza del virus del Nilo occidentale in zanzare del genere Culex, segnalando un’espansione della malattia verso nord. Il risultato negativo di Basilea per il virus del Nilo occidentale è un sollievo, ma il rilevamento dell’Usutu dimostra che le vie biologiche di trasmissione sono aperte. La zanzara autoctona Culex può trasmettere entrambi i virus; le condizioni per un focolaio sono presenti e manca solo l’arrivo dell’agente patogeno.

Allerta al confine: la vicinanza di Strasburgo

Non è il momento di abbassare la guardia. Mentre Basilea accoglie con favore un rapporto negativo, la minaccia incombe appena oltre il confine. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha segnalato sviluppi preoccupanti nella vicina Francia, dove quest’estate i casi di chikungunya sono aumentati. Soprattutto, è stata confermata un’infezione umana nei pressi di Strasburgo, a soli 130 chilometri da Basilea Città.

La vicinanza è fonte di preoccupazione. Le zanzare non rispettano i confini nazionali e la breve distanza tra Strasburgo e Basilea può essere coperta da persone e merci in viaggio, con il rischio di portare in Svizzera vettori o ospiti infetti. Il virus della chikungunya causa forti dolori articolari e febbre, e il suo arrivo nella regione dell’Alto Reno cambierebbe sostanzialmente il quadro dei rischi. La decisione delle autorità svizzere di proseguire il monitoraggio non è una semplice formalità burocratica, ma una risposta necessaria a un rischio geografico sempre più ravvicinato. Poiché la zanzara tigre asiatica è già presente, seppure in numero limitato, a Basilea, l’introduzione del virus dai focolai vicini in Francia potrebbe far passare rapidamente la situazione dalla «sorveglianza» al «contenimento».