politica
Ultimo sondaggio: gli elettori svizzeri si spostano nettamente a destra
Un nuovo sondaggio Sotomo indica una forte crescita dei partiti di destra, in particolare dell’Unione democratica di centro, mentre i partiti ecologisti perdono terreno

L’Unione democratica di centro (UDC/SVP) non si limita a guidare la corsa: domina la scena politica con rinnovato vigore. L’ultimo sondaggio Sotomo rivela una notevole avanzata della destra, con l’UDC in crescita di 2,0 punti percentuali, fino a raggiungere un solido 29,9% dei voti previsti. Non si tratta di una variazione marginale, ma di un risultato netto che porta il partito a un passo dalla soglia psicologica del 30%. Mentre il centro politico resta in attesa, con PLR e Centro stabili attorno al 14%, lo slancio si sposta inequivocabilmente a scapito della sinistra.
Nel complesso, l’elettorato svizzero ha compiuto una netta svolta, spostando di 2 punti percentuali verso destra l’orientamento politico nazionale. Questo consolidamento di potere avviene direttamente a scapito del Partito socialista, che scende al 17,8%, e del blocco ecologista, in forte difficoltà. Il messaggio delle urne è chiaro: nel clima attuale la retorica conservatrice trova ampio riscontro e la destra sfrutta le preoccupazioni degli elettori con un’efficacia senza precedenti. Il panorama politico a Berna sta cambiando e il suo colore è decisamente conservatore.
I partiti ecologisti perdono consensi
L’«ondata verde» che un tempo aveva attraversato la Svizzera si è infranta contro un muro di disillusione degli elettori. Per il movimento ecologista è un duro colpo: il sostegno alla politica verde è in forte calo. Dopo aver già perso 3,4 punti percentuali alle ultime elezioni, i Verdi cedono altri 0,5 punti e scendono a un precario 9,5%. Non sono i soli a subire questa tendenza: anche i Verdi liberali registrano una flessione significativa, perdendo un punto percentuale intero e attestandosi al 6,6%.
Questa tendenza segnala una grave crisi di fiducia. I dati indicano che gli elettori con idee liberali in materia economica stanno abbandonando in massa la causa ecologista. L’urgenza che un tempo aveva portato questi partiti a risultati storici è svanita, lasciando il posto allo scetticismo e a priorità diverse. Con il mutare degli equilibri politici, il blocco ecologista si trova a lottare per mantenere la propria rilevanza, in un panorama che si allontana rapidamente dalle proposte ecologiche a favore di una maggiore sicurezza economica tradizionale.
Le preoccupazioni economiche prevalgono su quelle climatiche
Per metà della popolazione, la fattura mensile dell’assicurazione malattia è ormai la principale fonte di preoccupazione. Ben il 50% degli elettori svizzeri indica l’aumento dei premi dell’assicurazione malattia come la propria preoccupazione principale, superando nettamente le inquietudini ambientali che dominavano appena due anni fa. Il cambiamento è marcato e innegabile: nel 2022, il 43% della popolazione considerava il cambiamento climatico una delle principali preoccupazioni. Oggi la quota è crollata al 26%, relegando la crisi climatica al quarto posto nell’agenda nazionale.
Le economie domestiche svizzere si confrontano con una dura realtà, in cui il costo della vita e la sicurezza sociale (24%) prevalgono sull’impronta di carbonio. Gli elettori votano con il portafoglio e privilegiano la sopravvivenza finanziaria immediata rispetto agli obiettivi ecologici a lungo termine. Questa ansia economica alimenta la svolta a destra, mentre gli elettori cercano soluzioni all’aumento vertiginoso delle spese quotidiane. Quando si tratta di scegliere tra arrivare a fine mese e salvare il pianeta, gli svizzeri scelgono in larga maggioranza di mettere al sicuro il proprio futuro finanziario immediato.
La grande frattura: immigrazione e asilo
Il peso delle difficoltà economiche si fa sentire ovunque, ma sul tema delle frontiere il Paese è profondamente diviso. L’immigrazione (33%) e l’asilo politico (29%) sono saliti al secondo e al terzo posto tra le questioni più urgenti per gli elettori, ma queste cifre celano un profondo divario tra i partiti. Tra i sostenitori dell’UDC, la preoccupazione per l’immigrazione raggiunge il 57%, alimentando la crescita del partito. Al contrario, solo il 10% dei simpatizzanti del Partito socialista la considera una questione prioritaria: una realtà polarizzata, in cui sembrano convivere due Svizzere diverse.
Questa polarizzazione definisce l’attuale terreno di scontro politico. La destra riesce a mobilitare una base che considera l’immigrazione una minaccia fondamentale, mentre la sinistra resta concentrata sul clima, un tema che perde rapidamente rilevanza per la maggioranza della popolazione. Mentre l’UDC consolida il proprio potere facendo leva su queste paure, il centro e la sinistra devono fare i conti con una verità scomoda: il dibattito sulla migrazione domina la scena e, al momento, solo una parte politica riesce a trarne vantaggio.