Questioni sociali
Zurigo affronta la recrudescenza del consumo di droga all’aperto
Le autorità di Zurigo intensificano i pattugliamenti di polizia e le iniziative di assistenza sociale per contrastare il sensibile aumento del consumo e dello spaccio di droga nei parchi e negli spazi pubblici del centro città.

Zurigo si trova ad affrontare una drammatica recrudescenza del consumo di stupefacenti visibile in pubblico, che minaccia di vanificare decenni di progressi urbani. Durante i mesi estivi, un numero impressionante di persone che fanno uso di droga e di spacciatori ha invaso i parchi centrali e le piazze della città, costringendo le autorità ad adottare una linea difensiva energica. Dallo storico Schanzengraben ai trafficati binari della stazione centrale, la presenza di gruppi numerosi e conflittuali sta trasformando gli spazi pubblici in zone di scontro. Non si tratta di un fenomeno circoscritto, ma di uno shock sistemico per il tessuto sociale della città. Zurigo è da tempo all’avanguardia nella riduzione dei danni, ma la visibilità della crisi attuale in luoghi come Bäckeranlage e Kasernenareal ha raggiunto un punto critico. Oggi residenti e pendolari si muovono in un contesto in cui il consumo di droga non è più confinato nell’ombra, ma si manifesta apertamente in pieno giorno. La città deve ora affrontare l’urgente sfida di impedire che questi punti caldi si consolidino in una scena aperta della droga, stabile e permanente, come quella dei bui anni Novanta.
L’epidemia di crack mette sotto pressione le strutture di sostegno
Si stima che attualmente quasi 400 persone dipendenti dal crack siano attive nel centro città, una cifra che ha suscitato grande preoccupazione nei servizi sociali di Zurigo. I tre principali centri di accoglienza a bassa soglia della città, Oerlikon, Selnau e il villaggio di container di Kasernenwiese, sono ormai al limite della capienza e faticano a far fronte a un’epidemia di crack e freebase senza precedenti. In una misura controversa volta a mantenere l’ordine, la città mette a disposizione pipe speciali al costo di 4 CHF l’una, cercando di attirare le persone che fanno uso di droga dalla strada verso ambienti sorvegliati. I dati rivelano tuttavia una tendenza preoccupante: circa il 50% di queste persone non vive a Zurigo. Arrivano da tutta la Svizzera, attratte dalla solida rete di sostegno della città, creando un «effetto calamita» che prosciuga le risorse locali. La struttura di Bederstrasse funge ora da centro di valutazione e smistamento di prima linea e cerca con urgenza di indirizzare le persone dipendenti provenienti da altri comuni verso i rispettivi luoghi di residenza. Nonostante questi sforzi, il crack, che crea una forte dipendenza e ha registrato una prima impennata tre anni fa dopo la chiusura del centro di Kasernenareal, continua a diffondersi più rapidamente di quanto la città riesca a predisporre luoghi sicuri.
La polizia riconquista le strade con interventi mirati nei punti caldi
Da oltre 30 giorni la polizia municipale di Zurigo considera i distretti 1 e 4 punti caldi ad alta intensità, dispiegando un numero maggiore di pattuglie a piedi e in automobile per riconquistare gli spazi pubblici. Le autorità hanno lanciato un ultimatum chiaro: «Il consumo e lo spaccio di droga non saranno tollerati negli spazi pubblici». Non si tratta più di osservare passivamente: la polizia ricorre attivamente ai controlli d’identità e agli ordini di allontanamento immediato per disperdere gli assembramenti prima che si consolidino. L’intervento mira al punto d’incontro tra consumo e commercio, con particolare attenzione alla Gessnerallee e ai parchi circostanti. La città continua a tollerare lo spaccio su piccola scala all’interno dei centri di accoglienza a bassa soglia per prevenire la violenza in strada, ma nei confronti di chi opera apertamente la linea si è fatta più dura. Questa svolta verso una politica di «tolleranza zero nei confronti del disordine» riflette la crescente insofferenza per i problemi di ordine pubblico che hanno reso queste zone inaccessibili alla popolazione. L’obiettivo è chiaro: interrompere il mercato, allontanare chi fa uso di droga e ripristinare quel senso di sicurezza che contraddistingue la vita urbana svizzera.
Animazione sociale e rivitalizzazione urbana
Zurigo non cerca di uscire da questa crisi soltanto con l’intervento della polizia: sta attuando una strategia articolata di animazione sociale per «diluire» la scena della droga. Nel parco di Bäckeranlage la città organizza un fitto programma di eventi estivi, pensati per attirare famiglie, studenti e persone anziane. Le autorità sperano che la presenza di numerose attività sociali «positive» allontani spontaneamente le persone che fanno uso di droga. A questo intervento di rivitalizzazione si affianca un’intensa attività di manutenzione: le aree vengono pulite con grande frequenza per eliminare ogni traccia materiale del consumo di stupefacenti. Inoltre, un programma di prevenzione e assistenza sul territorio si rivolge in modo specifico ai giovani adulti e pone l’accento sui pericoli del consumo combinato di più sostanze, prima che insorga una dipendenza. Questo duplice approccio, da un lato l’intervento delle forze dell’ordine e dall’altro la promozione della vita comunitaria, rappresenta il «modello Zurigo» in azione. È una scommessa ad alto rischio: si punta sul fatto che le attività culturali e la consulenza possano dissuadere più efficacemente di sole transenne e sirene, trasformando il parco da luogo di conflitto in fiore all’occhiello del tempo libero urbano.
Lo stallo politico frena misure più severe
Mentre l’esecutivo cittadino interviene, le aule legislative di Zurigo sono paralizzate da una profonda divisione ideologica. L’Unione democratica di centro (UDC) ha chiesto più volte un approccio di «tolleranza zero», invocando controlli rigorosi e l’allontanamento sistematico delle persone che fanno uso di droga dalle zone pubbliche. Le proposte non hanno però mai ottenuto la maggioranza in Parlamento, poiché gli oppositori sostengono che simili misure sposterebbero semplicemente il problema verso quartieri residenziali più vulnerabili. Questa impasse politica lascia la città in una situazione precaria, divisa tra la richiesta di sicurezza della popolazione e la necessità umanitaria della politica dei quattro pilastri in materia di droga. Con l’aumento delle temperature estive cresce anche la pressione sui politici locali. L’attuale impennata del consumo di droga all’aperto non è soltanto una crisi di salute pubblica, ma anche una prova per il modello svizzero di governance basato sul consenso. I prossimi mesi diranno se Zurigo riuscirà ad adeguare le proprie strategie all’epidemia di crack o se sarà costretta ad adottare misure più draconiane, che ha cercato a lungo di evitare. Gli occhi del Paese sono puntati su Zurigo, mentre anche altre città svizzere, come Ginevra, affrontano sconvolgimenti simili legati agli stupefacenti.