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Swiss Observer

La CEDU si pronuncia contro la Svizzera nel caso Semenya, una sentenza storica

La Corte europea dei diritti dell’uomo conferma la decisione del 2023 secondo cui la Svizzera ha violato il diritto a un equo processo dell’atleta sudafricana Caster Semenya, nell’ambito della controversia sulle regole sportive.

La CEDU si pronuncia contro la Svizzera nel caso Semenya, una sentenza storica
AISWI swissinfo.ch

In un’importante svolta per il diritto sportivo internazionale, la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha confermato la decisione del 2023 secondo cui la Svizzera ha violato i diritti dell’atleta sudafricana Caster Semenya. La sentenza, annunciata nel luglio 2025, ha stabilito in particolare che la Svizzera non ha garantito a Semenya un equo processo nel riesame della decisione del Tribunale arbitrale dello sport relativa alle regole sui livelli ormonali di World Athletics.

Il contesto del caso Semenya

La controversia riguarda le contestate regole di World Athletics, che impongono alle atlete con livelli naturalmente elevati di testosterone (iperandrogenismo) di sottoporsi a una terapia ormonale per poter gareggiare in determinate discipline. Semenya, pluricampionessa olimpica e mondiale, ha contestato queste regole attraverso vari canali giuridici e, dopo aver esaurito i rimedi giuridici in Svizzera, ha portato il caso davanti alla CEDU. La CEDU ha giudicato inadeguata la gestione da parte del Tribunale federale del ricorso di Semenya contro la decisione del Tribunale arbitrale dello sport.

Le implicazioni per il diritto sportivo svizzero

La sentenza ha importanti implicazioni per la Svizzera, che ospita numerose organizzazioni sportive internazionali e il Tribunale arbitrale dello sport. La decisione sottolinea la necessità che le autorità svizzere garantiscano procedure di riesame più approfondite nei casi legati allo sport, in particolare quando sono in gioco i diritti umani. Il verdetto potrebbe portare a riforme nel modo in cui la Svizzera tratta i ricorsi contro le decisioni dell’arbitrato sportivo internazionale.

Le reazioni internazionali

La sentenza ha suscitato notevole attenzione a livello internazionale, in particolare da parte delle organizzazioni per i diritti umani e degli organismi che governano lo sport. La decisione costituisce un precedente fondamentale nel punto d’incontro tra diritti umani e regole sportive. Le autorità svizzere dovranno ora affrontare le questioni procedurali evidenziate dalla sentenza, mentre il dibattito più ampio su genere, atletica e diritti umani continua a evolversi nella comunità sportiva internazionale.