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Impennata delle segnalazioni di calabroni asiatici mentre la specie invasiva si diffonde in Svizzera
In Svizzera si registrano fino a 250 segnalazioni al giorno di calabroni asiatici. Questa specie invasiva si sta diffondendo oltre i focolai già insediati nei cantoni di Vaud e Ginevra, raggiungendone diversi altri.

In Svizzera si registrano da 150 a 250 segnalazioni al giorno di calabroni asiatici e la stagione 2026 è ancora in corso. Il volume rilevato dalla piattaforma nazionale di segnalazione mostra quanto rapidamente questo insetto invasivo si stia spingendo oltre i primi focolai insediati nella Svizzera occidentale.
Vaud e Ginevra restano i cantoni più colpiti. Secondo Carine Vogel, la biologa che elabora le segnalazioni per frelonasiatique.ch, le segnalazioni sono in aumento anche nel Giura, a Basilea Città, Basilea Campagna, Argovia, Soletta e Berna. Dopo le verifiche, molte osservazioni vengono confermate come calabroni asiatici, anche se la piattaforma non ha ancora fornito una valutazione nazionale completa per l’anno in corso.
La specie è rilevante perché si nutre soprattutto di api mellifere e altri insetti. Gli apicoltori svolgono quindi un ruolo centrale nella risposta, in particolare nelle regioni in cui le colonie sono già esposte a malattie, stress meteorologico e pressioni sugli habitat. Una segnalazione confermata può avviare la ricerca di un nido, seguita dalla rimozione da parte di specialisti.
Per la popolazione, l’indicazione immediata è pratica: segnalare i casi sospetti attraverso la piattaforma ufficiale e fornire informazioni chiare che aiutino gli esperti a identificare l’insetto. L’aumento delle segnalazioni offre alle autorità più piste da seguire, ma riflette anche l’entità del compito che attende i servizi cantonali e le squadre specializzate.
Estendere la ricerca oltre Vaud e Ginevra
Vaud e Ginevra restano i principali cantoni interessati, mentre la mappa delle segnalazioni si estende ai cantoni settentrionali e centrali. Vogel ha indicato il Giura, entrambi i cantoni di Basilea, Argovia, Soletta e Berna come regioni sempre più colpite dalla diffusione.
Questo andamento suggerisce che la risposta non può più concentrarsi soltanto sui focolai già insediati nella Svizzera occidentale. Ogni nuovo cantone comporta ulteriori territori da sorvegliare, dai giardini e frutteti ai margini dei boschi e agli spazi verdi urbani. I nidi di calabrone asiatico si trovano spesso in alto sugli alberi e sono nascosti dal fogliame, il che rende difficili le ricerche visive e aumenta l’utilità del tracciamento mirato.
La piattaforma nazionale svolge un’importante funzione di filtro. La popolazione può segnalare insetti che sembrano calabroni asiatici, ma gli specialisti verificano una parte consistente delle segnalazioni prima che le autorità intervengano. La distinzione è importante, perché gli errori di identificazione possono indirizzare le squadre verso insetti autoctoni o altre specie di calabroni che non rappresentano la stessa minaccia invasiva.
I dati del 2026 restano provvisori. L’attività dei calabroni è stagionale e l’attuale ritmo giornaliero delle segnalazioni non può ancora essere considerato un totale annuale definitivo. La diffusione geografica è comunque sufficientemente evidente da porre nuove esigenze in termini di coordinamento cantonale, apicoltori e persone che incontrano la specie.
Usare la tecnologia per localizzare i nidi nascosti
I radiotrasmettitori aiutano gli specialisti a trovare nidi nascosti in alto sugli alberi svizzeri. L’apicoltore ginevrino Kévin Golay e la sua squadra catturano i calabroni asiatici uno alla volta, applicano piccoli trasmettitori e li liberano. Quando gli insetti ritornano alla colonia, i ricercatori seguono il segnale fino al nido.
Il metodo affronta uno degli aspetti più difficili della risposta. Un nido può trovarsi molto in alto e scomparire dietro una fitta vegetazione, lasciando poche tracce visibili dal basso. Tracciare un’operaia permette di raggiungere la colonia e consente agli specialisti di concentrare le operazioni di rimozione in un punto preciso.
Golay, cofondatore dell’associazione ginevrina Pollinea Action, ha spiegato che il compito della sua squadra termina una volta localizzato il nido. A quel punto, le squadre specializzate si occupano della rimozione. Questa suddivisione del lavoro combina osservazioni sul terreno, conoscenze apistiche e attrezzature tecniche, limitando il tempo trascorso a perlustrare vaste aree senza un obiettivo confermato.
La tecnica mostra anche perché una segnalazione della popolazione può avere un’utilità operativa. Un’osservazione verificata può permettere di individuare un insetto da catturare e tracciare, trasformando un avvistamento isolato in una pista per la ricerca di un nido. Con centinaia di segnalazioni al giorno, le squadre devono stabilire quali avvistamenti offrano la via più chiara per intervenire.
Valutare il costo ecologico dell’ondata di caldo
Gli scienziati stanno ancora valutando cosa comporti l’estate calda del 2026 per i calabroni asiatici e gli insetti autoctoni. Vogel ha affermato che è troppo presto per misurare gli effetti dell’ondata di caldo, poiché la stagione dei calabroni non è terminata. La specie si è già adattata alle condizioni calde nel sud della Francia, in Spagna e in Portogallo, perciò le temperature elevate potrebbero non limitarne significativamente l’attività.
L’aspetto più incerto è l’effetto del caldo sulle specie autoctone svizzere. Vogel ha detto che i ricercatori dovranno determinare se l’estate abbia avuto un impatto negativo sugli insetti locali, esposti a una diversa combinazione di temperature, disponibilità di cibo e condizioni degli habitat. I dati attuali sulle segnalazioni non bastano a rispondere a questa domanda.
I calabroni asiatici si nutrono soprattutto di api mellifere e altri insetti, inserendosi in una questione ecologica e agricola più ampia. La loro espansione può incidere direttamente sugli apicoltori quando le colonie sono sotto pressione, mentre gli effetti sulle popolazioni di insetti autoctoni richiedono osservazioni a più lungo termine.
Per ora, la risposta della Svizzera si basa sulla sorveglianza, la verifica e la rimozione dei nidi. Il quadro definitivo del 2026 dipenderà dalle segnalazioni raccolte per il resto della stagione, dal numero di insetti confermati, dai nidi individuati e dalla distribuzione dell’attività nei cantoni. Questi dati aiuteranno a stabilire dove saranno più necessari il monitoraggio e le capacità degli specialisti l’anno prossimo.
Coordinare la prossima fase della risposta
La prossima fase della risposta svizzera dipenderà da segnalazioni più rapide e da un coordinamento più stretto tra i cantoni. La diffusione nel Giura, nella regione di Basilea, in Argovia, a Soletta e a Berna amplia il territorio che le autorità locali devono sorvegliare, mentre Vaud e Ginevra continuano a gestire un’attività già insediata.
La popolazione, gli apicoltori e il personale comunale continueranno probabilmente a essere importanti osservatori. Una segnalazione attendibile può aiutare gli esperti a decidere se svolgere accertamenti, catturare un insetto per tracciarlo o inviare una squadra incaricata della rimozione. Fotografie nitide e indicazioni precise sul luogo aumentano le possibilità che gli specialisti verifichino un avvistamento senza ritardi.
Anche i servizi cantonali devono affrontare una sfida logistica. I nidi possono essere nascosti su alberi molto alti e la loro rimozione richiede specialisti formati, non interventi improvvisati. Il radiotracciamento svolto dalla squadra di Golay offre un modello per localizzare efficacemente le colonie una volta individuato un insetto confermato.
La Svizzera disporrà di basi più chiare per pianificare dopo la fine della stagione 2026. Fino ad allora, il flusso quotidiano di segnalazioni è l’indicatore più immediato dell’avanzata della specie. Con 150-250 segnalazioni al giorno, la rete di sorveglianza sta già gestendo una questione nazionale, non più un problema limitato alla regione di confine occidentale del Paese.