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Swiss Observer

Parlamento favorevole alla tassa di 50 franchi per gli accessi al pronto soccorso senza impegnativa

Per contrastare l’aumento dei costi sanitari, il Consiglio nazionale ha approvato una proposta che prevede una tassa di 50 franchi per gli adulti che si recano al pronto soccorso di un ospedale senza l’impegnativa di un medico, un farmacista o un centro di telemedicina.

Parlamento favorevole alla tassa di 50 franchi per gli accessi al pronto soccorso senza impegnativa
AISWI swissinfo.ch

In una mossa decisiva per frenare l’impennata dei costi sanitari, il Consiglio nazionale ha ufficialmente sostenuto una misura controversa: una tassa di 50 franchi per chi si reca al pronto soccorso senza impegnativa. La proposta è stata approvata mercoledì con uno scarto minimo, 96 voti contro 91, segno della profonda divisione a Berna. Non si tratta di una semplice proposta, bensì di un intervento legislativo volto ad alleggerire la forte pressione sui reparti di pronto soccorso degli ospedali di tutto il Paese.

I fautori ritengono che sia un passo fondamentale verso una gestione più responsabile delle finanze. Il progetto mira a contenere costi ormai fuori controllo, spingendo i parlamentari a introdurre disincentivi finanziari diretti. Mentre il Partito socialista e il Centro si sono opposti con forza alla proposta, l’alleanza tra Unione democratica di centro (UDC), Partito liberale radicale (PLR) e Verdi liberali (PVL) è riuscita a farla approvare, privilegiando il controllo dei costi rispetto alle preoccupazioni legate all’accesso universale. Il messaggio dalla capitale è chiaro: sta per finire l’epoca in cui ci si poteva recare liberamente al pronto soccorso senza passare da un filtro.

Il prezzo dell’accesso: 50 franchi

Con il nuovo regime, gli adulti che aggirano i tradizionali canali di accesso alle cure dovranno pagare subito. La regola è semplice ma rigorosa: presentare un’impegnativa di un medico, un farmacista o un centro di telemedicina, oppure pagare di tasca propria 50 franchi (63 dollari). Questa «tassa incentivante», come l’ha definita Kris Vietze del Partito liberale radicale, mira a indurre i pazienti a chiedersi se il loro disturbo richieda davvero cure ospedaliere.

La legge prevede tuttavia eccezioni specifiche per tutelare le persone più vulnerabili. I bambini e le donne incinte sono esentati dalla tassa, così come chi è stato inviato da un ambulatorio. Per l’adulto medio, però, la nuova regola rappresenta un ostacolo concreto. Patrick Hässig dei Verdi liberali, promotore della proposta, ha sottolineato che la tassa riguarda chi si presenta al pronto soccorso senza preavviso per problemi non urgenti. Secondo i fautori, far pagare l’accesso consentirà di filtrare i casi minori che intasano il sistema, anche se i critici avvertono che si tratta di una semplificazione di una realtà medica complessa.

Un mostro burocratico o una disciplina necessaria?

In Parlamento è andato in scena un duro scontro ideologico: gli oppositori hanno definito la tassa un incubo amministrativo. Sarah Wyss, socialista di Basilea, non ha usato mezzi termini e ha condannato la proposta definendola «un mostro burocratico assoluto». Il timore è concreto: gli ospedali, già oberati dalle attività mediche, potrebbero essere costretti a fare anche da esattori, controllando le impegnative e incassando i pagamenti in situazioni di forte pressione.

Il blocco di centrodestra presenta invece la tassa come una vittoria della responsabilità individuale. Andreas Glarner dell’UDC ha sostenuto che la misura «rafforza la responsabilità individuale», riportando sui cittadini l’onere di utilizzare razionalmente il sistema sanitario. Martin Bäumle dei Verdi liberali ha respinto le preoccupazioni burocratiche, definendo il progetto un passo necessario, seppur modesto, per riprendere il controllo del bilancio. Il dibattito mette in luce una frattura fondamentale nella politica svizzera: la tensione tra efficienza amministrativa e principio di un’assistenza d’urgenza accessibile senza ostacoli.

Ignorata una netta opposizione

Nonostante la vittoria in Parlamento, la proposta incontra una forte opposizione fuori da Palazzo federale. Ben l’87% dei partecipanti alla procedura di consultazione ha respinto la tassa, un dato che sottolinea il profondo scetticismo dell’opinione pubblica. Inoltre, 21 Cantoni su 26 l’hanno respinta formalmente, facendo temere difficoltà nell’attuazione a livello regionale. Lorenz Hess del Centro ha evidenziato questa discrepanza, osservando che la consultazione ha dimostrato che la proposta «non funzionerebbe».

Anche la ministra della sanità Elisabeth Baume-Schneider è nettamente contraria e ha indicato sei svantaggi distinti. Avverte che l’impatto sarebbe minimo, poiché molti pazienti non avvertirebbero nemmeno il costo se non avessero ancora raggiunto la franchigia. Peggio ancora, prevede la creazione di costi aggiuntivi qualora diventassero obbligatori esami medici preliminari solo per ottenere l’autorizzazione a recarsi al pronto soccorso. La discrepanza tra il voto dei parlamentari e il parere degli esperti è evidente e solleva interrogativi sulla fattibilità di un sistema che la stragrande maggioranza delle parti interessate ha già giudicato fallimentare.

Attesa per lo scontro al Consiglio degli Stati

La battaglia è tutt’altro che conclusa. La proposta passa ora al Consiglio degli Stati, dove il dibattito si preannuncia altrettanto acceso. Il Consiglio federale respinge il progetto e la ministra della sanità avverte che manca una standardizzazione, poiché attualmente i centri di telemedicina non possono rilasciare le necessarie impegnative scritte. Gli ostacoli logistici sono considerevoli. Il progetto attuale consente ai Cantoni di introdurre volontariamente la tassa, una disposizione che i critici definiscono una «regola speciale» per Zurigo, favorevole alla misura.

Questa applicazione su base volontaria rischia di frammentare il sistema sanitario svizzero, creando un mosaico in cui recarsi al pronto soccorso costa 50 franchi in un Cantone e nulla in quello vicino. Con il Consiglio degli Stati pronto a esaminare il progetto, la posta in gioco è alta. Sosterrà la linea del Consiglio nazionale a favore della disciplina finanziaria oppure la forza del «mostro burocratico» e dell’opposizione cantonale affosserà l’iniziativa? La decisione finale sulla tassa di 50 franchi è ancora in sospeso.